Fusione FCA-Renault: "Sogni", Senard chiude ogni possibilità

Il presidente della Renault conferma che non ci sono più colloqui in atto con Fiat-Chrysler per riproporre l'ipotesi di fusione tra i due gruppi, sebbene l'idea ancora lo attragga.

Renault - Jean Dominique Senard

Tutti hanno il diritto di sognare”. E infatti ormai solo di sogni si tratta. Jean-Dominique Senard, presidente della Renault, ha detto chiaro e tondo in una conferenza stampa tenuta il 18 luglio al quartier generale di Parigi che non ci sono nuovi colloqui per riaprire il discorso di una fusione tra FCA e Renault, proposto da Fiat-Chrysler e subito accantonato per le resistenze incrociate dello Stato francese e della Nissan, quando invece proprio Senard si era impegnato in prima persona per concludere con successo l’operazione. Proprio la casa di Yokohama, primo braccio orientale dell’alleanza franco-nipponica che comprende anche la Mitsubishi, è al centro delle preoccupazioni della Renault in questo periodo. Da una parte i francesi vorrebbero accelerare per stringere maggiormente i vincoli, arrivando anche ad una fusione; dall’altra i giapponesi non vogliono cedere ulteriore indipendenza. Il tutto nell’ambito dell’importante rimescolamento del manager di entrambe le aziende, seguito alle vicende giudiziarie di Carlos Ghosn.

Ma potrà mai tornare in futuro sul tavolo l’ipotesi di alleanza tra Renault e Fiat? Senard non ha espressamente chiuso ogni ipotesi. Ha risposto in modo molto diplomatico ai giornalisti, dicendo che “Non sto spingendo nulla. Se il consiglio d’amministrazione è cosciente del proprio ruolo, dovrà considerare tutte le ipotesi. Tutto ciò che può portare a sinergie e generare introiti è ben venuto”. Ma poi ha aggiunto quella frase sui sogni che rende piuttosto improbabile un effettivo riaccostamento italo-francese.

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