Formula E: i segreti del tracciato di New York e delle sue curve

Il 13 e 14 luglio a New York ci sarà il gran finale della stagione di Formula E. Il tracciato di Brooklyn presenta molte difficoltà e sollecitazioni, specialmente per i freni delle monoposto. Scopriamo i suoi segreti.

Il 13 e 14 luglio a New York ci sarà il gran finale della stagione del Campionato ABB FIA Formula E, la Grande Mela con tutte le sue bellezze dallo Skyline di Manhattan alla Statua della Libertà sarò lo scenario perfetto per una degna conclusione di questa stagione. La pista di Brooklyn è una delle più impegnative del calendario con i suoi 2,373 km e per via delle sue 14 curve, tra le più toste che si possano incontrare. I piloti sono messi a dura prova, così come il reparto frenante delle loro monoposto, sollecitato a dismisura in terra USA. Brembo che si occupa in via esclusiva della fornitura dei freni a questa categoria, e che appositamente per queste monoposto ha realizzato pinze, dischi e pastiglie in carbonio, campana e pompa tandem, spiega come 6 curve in particolare siano davvero impegnative e stressanti. 

Particolare attenzione deve essere posta in Curva 1, perché i freni saranno sotto pressione per la decelerazione dopo il lungo rettilineo della partenza. Questo è il momento buono per fare dei sorpassi insieme a grandi staccate. In seguito ad una serie di curve veloci, le vetture entreranno in quello che è il rettilineo più lungo del circuito, raggiungendo la loro velocità massima. Il momento topico è l'arrivo a Curva 6, dove sarà necessario arrivare non troppo veloci perché altrimenti significherebbe entrare in Curva 7 con poca trazione e di conseguenza sarebbe facile perdere terreno per il seguente rettilineo. Il tornante di Curva 10 è molto pericoloso, perché è uno dei più stretti di tutto il calendario ed è una delle zone dove potrebbero verificarsi dei contatti di gara piuttosto incisivi. Oltre a ciò è il momento per vedere dei freni incandescenti a seguito del grande sforzo profuso in Curva 9. Anche Curva 11 potrebbe presentare un grande impegno, una svolta a 90 gradi in cui a fare la differenza può essere proprio il feeling con i freni prima di andare a chiudere l'ultimo e decisivo settore.

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