Auto storiche: Alfa Romeo premiata a Chantilly

Una splendida Alfa 1750 GTV del 1968 ha ricevuto il premio dell'ASI al concorso d'eleganza Chantilly Arts & Elegance 2019, nella categoria delle auto storiche successive alla guerra e conservate, non restaurate

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Non può nemmeno definirsi concorso di eleganza una manifestazione che non attribuisca almeno un premio ad un’Alfa Romeo, non importa quale. A “Chantilly Arts & Elegance” non si sono sottratti a questa rigorosa tradizione, fondata peraltro su giusti meriti. Così anche nell’edizione 2019, che ha avuto luogo il 30 giugno nella cittadina alla periferia di Parigi, una vettura storica con lo scudettone ha ricevuto l’ennesimo riconoscimento all’indubbia bellezza con cui innumerevoli modelli di questa marca hanno affascinato il mondo nell’ultimo secolo. Questa volta è toccato ad un’Alfa Romeo 1750 GTV del 1968. L’esemplare ha ricevuto il premio ASI, l’automotoclub storico italiano, nella categoria delle auto dopoguerra conservate e non restaurate. Significa che questa 1750 (di proprietà di un collezionista francese) è bella oggi esattamente come lo era quando uscì dalla fabbrica di Arese. Il tempo non ha attenuato il suo appeal e i suoi proprietari l’hanno rispettata mantenendola come si deve per oltre 50 anni.

 

Alfa Romeo 1750 GTV, le corse nel sangue


l’Alfa 1750 GTV, tecnicamente Alfa Romeo 1750 GT Veloce, rappresenta la seconda serie rinominata della Giulia Sprint GT. Questa coupé che ha dominato le corse in tutta Europa per più di un decennio si rinnovò nel 1967 aumentando la cubatura del suo fantastico motore a quattro cilindri, portandola da 1570 a 1779 cc. La potenza passò da 109 a 118 cavalli, un aumento apprezzabile per un’epoca in cui non si poteva smanettare col software e non c’erano turbine da pompare. I soli 1.040 Kg di peso e la forma aerodinamicamente favorevole le permettevano di superare una velocità massima dichiarata di 190 Km/h, livello ragguardevole per quei tempi. Ancora di più se si considerano i 90 Kg in più rispetto alla prima serie, che superava i 180 Km/h.

Esteticamente spariva il famoso “scalino”, cioè la fessura tra cofano e calandra nata per una modifica all’ultimo momento decisa dalla direzione: l’eliminazione di una presa d’aria sul cofano che ne cambiò le dimensioni; però le calandre erano state già prodotte in una certa quantità. Si decise di procedere alla produzione con quella fessura fino all’esaurimento delle calandre; tuttavia al pubblico lo scalino piaceva, allora fu deciso di lasciarlo. L’altra importante novità nel design della 1750 GTV fu l’adozione di quattro fanali invece di due, oltre al quadrifoglio dorato sui montanti posteriori.

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