Morto Lee Iacocca, mitico manager di Ford e Chrysler

All'età di 94 anni si è congedato dal mondo il leggendario Lee Iacocca, manager statunitense di origini italiane che guidò Ford e Chrysler.

Il mondo dell'auto perde uno dei suoi più grandi manager. All'età di 94 anni è morto il mitico Lee Iacocca, che per anni guadagnò le luci dei riflettori per le sue doti strategiche e per la spiccata personalità, rendendolo un personaggio di fama planetaria. Nato ad Allentown, in Pennsylvania, quest'uomo d'affari statunitense seppe guadagnare a suon di risultati l'ammirazione e anche l'invidia degli altri big dell'economia internazionale.

Per decenni è stato l'imperatore di Detroit: un uomo colto e potente, capace di scelte coraggiose e visionarie, degne di pochi spiriti eletti. L'industria automobilistica americana deve tanto alle sue doti. Figlio di immigrati italiani originari di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento, crebbe grazie agli introiti del ristorante "Yocco's Hot Dogs" aperto negli USA dai genitori Nicola Iacocca e Antonietta Perrotta.

Lee Iacocca fu presidente di Ford alla fine degli anni '70 e amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della Chrysler per tutti gli anni '80 ed anche nei primi anni '90, salvando quest'ultima dalla bancarotta. Laureato in ingegneria industriale alla Lehigh University fu ammesso alla Princeton University, dove scelse politica e materie plastiche.

Abile uomo di marketing, seppe dare il giusto valore alle esportazioni ed ebbe l'intuito di anticipare le nuove tendenze di mercato, facendosi paladino nel 1956 delle vendite Ford con rate mensili da 56 dollari. In questa casa automobilistica prese le mosse la sua carriera, nel 1946, con mansioni tecniche, non in grado di coinvolgerlo emotivamente. Ecco allora la decisione di passare al settore commerciale, dove raccolse grandi successi, crescendo nell'organigramma direttivo.

A lui si devono modelli iconici come la Mustang ed anche vetture più popolari come la Fiesta. Grazie al suo impegno l'azienda dell'ovale blu fu portata ad utili nell'ordine dei 2 miliardi di dollari, ma nel 1978 giunse il licenziamento per contrasti con Henry Ford II.

Prese così forma l'accordo con Chrysler, stella decadente dell'universo automotive statunitense. Con scelte forti ma anche dolorose, Lee Iacocca seppe ridare ossigeno alle finanze aziendali, liberando il marchio dalla palude della crisi, che prima del suo arrivo stava sfociando nella bancarotta. Furono tagliati posti di lavoro e rami morti, per ottimizzare la struttura partendo dalle fondamenta. I risultati premiarono gli sforzi, profusi ad ampio raggio: lo testimoniano modelli di nuova concezione come la Voyager. A lui si devono anche macchine da sogno come la Viper e la Lamborghini Diablo, nata quando la casa del "toro" era sotto il cappello della Chrysler. Lee Iacocca amava le belle auto e nel suo garage custodì una Ferrari F40.

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