Auto elettriche: una Fiat 600 a pile

Un'azienda della Macedonia del Nord specializzata nel restaurare le Fiat 600 ha avuto l'idea d'infilare un motore elettrico nella Zastava 750, la versione jugoslava dell'utilitaria italiana. Lo ha fatto anche per una versione Abarth. Come rovinare la memoria di una delle auto più popolari della nostra storia (e anche della loro)

auto elettriche

Per favore, lasciatele in pace. La mania di elettrificare tutto sta diventando asfissiante. Se auto elettriche devono essere, che siano nuove. Altrimenti non ha senso. Tuttavia, ne abbiamo viste anche di peggio, come le Aston Martin storiche trasformate in auto “green”, quindi perché non anche la Fiat 600? Soprattutto quando il “core business” aziendale è quello di restaurare e replicare le varie versioni di questa icona dell’automobile? Il “delitto” in questione non è stato compiuto in Italia, bensì nella Macedonia del Nord, piccola repubblica balcanica un tempo facente parte della Jugoslavia. Chissà cosa avrebbe detto Carlo Abarth, vedendo una bobina al posto dei cilindri nel cofano posteriore (non più sollevato) della 600 invece della sua mitica “cassetta di trasformazione”?

 

Auto elettriche: Fiat 600 a batteria


Nella capitale Skopje opera un’azienda chiamata BB Classic Cars, la cui divisione vendite di trova in Bulgaria, a Sofia, e ha nome Abarth Replica. Questo ci dice tutto sulla loro attività. Infatti, come detto, si occupano di restaurare le tante personalità della 600, compresi i modelli Abarth. Ma soprattutto la versione che spopolò negli anni ’60 in Jugoslavia, vale a dire la Zastava 750, prodotta dalla locale azienda di Stato su licenza Fiat. Questa versione specifica venne costruita dal 1964 (l’anno in cui in Italia la Fiat sostituì la 600 con la 850) addirittura fino al 1985.

Oggi l’attuale Macedonia del Nord ha grossi problemi d’inquinamento atmosferico, poiché la principale fonte energetica è ancora il carbone. Va da sè che anche il traffico contribuisce alle emissioni nocive e climalteranti. Poiché questa nazione ha chiesto l’ingresso nell’Unione europea, sta faticando non poco nell’allinearsi ai parametri dei 28 stati membri ufficiali. Dal lato della circolazione stradale, il governo sta per introdurre incentivi all’acquisto di veicoli meno inquinanti o a zero emissioni. Da qui l’idea della BB: “violentare” la povera Zastava. L’hanno sventrata strappandole lo storico motore a benzina da 767 cc, per rimpiazzarlo con un qualsiasi motore elettrico prodotto dall’azienda tedesca Kessler (che ha una fabbrica proprio nella Macedonia del Nord). Come se non bastasse, lo hanno fatto anche su un secondo corpo vettura originariamente elaborato dalla Abarth, quello che vedete ritratto nella foto di questa pagina. Uno scorpione a pile, insomma.

Fa ridere che evidenzino quanto le prestazioni siano aumentate. Ovvio, dopo quasi 60 anni sono capaci tutti. La potenza viene indicata in 20 kW, pari a 27 cavalli, quindi anche inferiore a quella originale di 29 cavalli. Il vantaggio è nella coppia, 75 Newton metri contro i 54 della Zastava “vera”. Prima di partire con le solite sperticate lodi della tecnologia elettrica, la vera sfida sarebbe stata costruirla così nel 1964, non oggi. Velocità massima limitata elettronicamente a 120 Km/h. Non solo perché altrimenti la batteria fonde, ma anche perché su una vettura la cui capacità di protezione degli occupanti è allineata alle esigenze di sicurezza degli anni ‘50, quindi nessuna, equivarrebbe a viaggiare a 300 Km/h su un’auto moderna.

La batteria ha una capacità di 10,2 kWh. Secondo quanto afferma il direttore di BB Classic Cars, Milorad Kitanovski, intervistato dall’agenzia Reuters, l’autonomia si aggira intorno ai 150 Km. Anche troppi. Il costo di una ricarica domestica da tre ore, quanto serve per riportare la batteria al 100%, è di circa un euro, presumibilmente ai prezzi dell’energia macedoni. E quanto costa invece la Zastava così combinata? Circa 20.000 euro. Ma fateci il piacere.

  • shares
  • Mail