Ferrari 500 Mondial Spider Pinin Farina: auto storica rarissima

Un gioiello certificato dal reparto Classiche della casa di Maranello, che ha restaurato in modo straordinario questa Ferrari 500 Mondial prima serie carrozzata Pinin Farina.

Fra le auto da sogno restaurate e certificate da Ferrari Classiche in tempi recenti c'è un'incredibile Ferrari 500 Mondial Spider carrozzata da Pinin Farina e prodotta in soli cinque pezzi. L'esemplare in questione, decisamente raro, ha il telaio identificato dal codice 0448 MD. Sbocciato nell'ottobre 1954, ha avuto una matrice corsaiola fin dalla sua nascita.

In totale furono assemblate 29 unità della 500 Mondial, le prime con carrozzeria realizzata da Scaglietti, seguite da quelle Pinin Farina, per poi tornare alle mani del battilastra modenese nella seconda serie. La 0448 MD vanta una carriera vincente, che la rende ancora più preziosa. Ora è pronta per tornare in pista, in qualche evento rievocativo.

Sul piano storico la Ferrari 500 Mondial segna un primato, trattandosi della prima "rossa" carrozzata da Sergio Scaglietti. Da quel momento il talentuoso maestro diede inizio al felice connubio con la casa di Maranello. Il suo propulsore è una diretta derivazione del 4 cilindri che Lampredi aveva sviluppato nel 1951, tenendo conto del regolamento di Formula 2 sul quale si sarebbe imperniata la stagione successiva.

Questa unità poco frazionata dominò il Mondiale riservato alle monoposto sia nel 1952 che nel 1953, vinto in entrambi i casi da Alberto Ascari. Il nome dell'auto deriva appunto dal tributo alla conquista dei due allori iridati.

La scelta di un quattro cilindri in linea non entusiasmava Enzo Ferrari, ma servì a riportare le "rosse" nei piani alti dell'Olimpo agonistico. Una scelta razionale, quindi, che esulava dalle mere argomentazioni del cuore. Dotato di un monoblocco cilindri e di un basamento in silumin, con canne riportate, il motore di questa creatura sviluppava la potenza di 155 Cv, a 7000 giri al minuto.

Il telaio aveva una struttura a longheroni tubolari, che garantiva una buona resistenza, abbinata a una vantaggiosa semplicità costruttiva. Le premesse sembravano valide e nel dicembre del 1953 la 500 Mondial, condotta con perizia da Ascari e Villoresi, conseguì il secondo posto alla 12 Ore di Casablanca, in Marocco, dove vinse la possente 375 MM di Farina e Scotti. La piccola sorella sfruttò la lusinghiera esperienza per affilare le armi in vista del Campionato 1954.

Nelle prime fasi della nuova stagione tante furono le affermazioni in suolo africano. Ma non erano queste le gare più amate dal Commendatore, ansioso di una grande impresa alla Mille Miglia, dove le sue auto avevano trionfato nei sei anni precedenti. Sul traguardo di Brescia però Paolo Marzotto arrivò "soltanto" secondo: questo produsse un certo fastidio nel grande capo di Maranello. Per il Drake, infatti, il secondo non era altro che il primo degli sconfitti.

Nacque in lui il desiderio di una pronta rivincita e, con esso, la necessità di reperire ulteriori risorse. Per finanziare le corse Ferrari pensò di allargare la linea di prodotto con una carrozzeria spider disegnata da Pinin Farina, ispirata alla 375 MM, che si affiancava alla barchetta di Scaglietti. A questa si aggiunsero due versioni berlinetta realizzate per speciali clienti dall'atelier piemontese.

Il successo commerciale fu significativo e beneficiò dell'effetto traino derivante dalle affermazioni conseguite sui campi di gara. Condotta da Umberto Maglioli e Giulio Musitelli, la 500 Mondial colse infatti una magnifica doppietta alla Conchiglia d’Oro, che si disputò sul circuito di Imola. Netta la vittoria di classe alla 12 Ore di Reims. Con la piccola “rossa” Picard dominò limpidamente il Gran Premio del Pena Rhin, in Spagna. Il filante bolide del “cavallino rampante” regalò un altro titolo Intercontinentale alla Casa di Maranello.

Meno esaltante la stagione successiva, vinta dagli avversari dello squadrone Mercedes. Per recuperare il primato, l’azienda emiliana sottopose la Mondial a vistose modifiche: cambio a 5 marce, migliore guidabilità e motore potenziato a 170 cv. Questa seconda serie, carrozzata interamente da Scaglietti, non riuscì tuttavia a brillare. In tutti i suoi allestimenti la Ferrari 500 Mondial è oggi un sogno, un lusso per pochi fortunati, in grado di firmare assegni molto impegnativi.

Via | Ferrari.com
Photo | Courtesy of Sotheby's

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