Parco Valentino 2019: FCA Heritage con due auto storiche da sogno

Un evento prestigioso e particolare, che tocca le vette, a poco tempo dalla nascita: il Parco Valentino 2019 mette in vetrina anche due gioielli FCA Heritage.

Si avvicina l'appuntamento con il Parco Valentino 2019 ed FCA Heritage sarà presente con due auto storiche speciali, che renderanno ancora più preziosa la manifestazione piemontese. Dopo il successo degli anni scorsi, Torino torna ad essere la capitale dell'automobile, con la quinta edizione dell'evento ideato dal vulcanico Andrea Levy.

Il battesimo è previsto per mercoledì 19 giugno, quando si potranno ammirare i modelli, in alcuni casi davvero preziosi, offerti al piacere degli ospiti. Sono attesi 700 mila visitatori, che stringeranno in un forte abbraccio i prodotti messi in vetrina da 54 case automobilistiche: numeri importanti, che testimoniano il successo della formula.

FCA Heritage, in questa cornice, si appresta a guadagnare un posto di rilevo. Il dipartimento - che si occupa di salvaguardare il patrimonio storico di Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Abarth- non poteva deludere le aspettative. La scelta dei modelli da mostrare al Parco Valentino 2019 centra in pieno l'obiettivo di incontrare il gradimento del pubblico: con una Lancia D25 del 1954 e una Fiat Abarth 750 Record del 1956 il risultato è assicurato.

Le due auto storiche sono autentiche rarità da competizione. Si tratta di vetture di grande fascino e dal valore inestimabile, capaci di far vibrare le corde emotive degli appassionati più anziani e romantici, ma anche dei più giovani, sempre sensibili allo splendore delle opere d'arte a quattro ruote, vecchie o nuove che siano.

La Lancia D25 farà da apripista alla parata "Gran Premio Parco Valentino" in programma il 23 giugno, lungo l'itinerario da piazza Vittorio Veneto alla Reggia di Venaria. Sarà invece esposta nel cortile del Castello del Valentino, il 19 giugno, la Fiat Abarth 750 Record, in occasione del "Parco Valentino Designer Award", assegnato nel 2019 alla memoria dell'indimenticabile Franco Scaglione. Questa vettura, realizzata dalla carrozzeria Bertone, è nata proprio dalla matita del designer toscano, e sarà sua figlia, Giovanna Scaglione, a ritirare il prestigioso premio dalle mani di Roberto Giolito, Head of FCA Heritage.

Lancia D25 (1954)


Il successo ottenuto con la Lancia D24 alla Carrera Panamericana del 1953 spinse Gianni Lancia e Vittorio Jano a proseguire l'attività agonistica. La nuova D25 nacque sulla scia di quella vittoria, per affrontare con altra linfa i nuovi impegni sportivi del marchio. I progettisti puntarono su motore più potente e più performante, in grado di offrire anche buone garanzie anche sulla durata. La scelta cadde su un 6 cilindri a V di 3750 centimetri cubi, in grado di erogare una potenza massima di 305 cavalli.

La più alta dotazione energetica e il peso inferiore di circa 40 chilogrammi rispetto alla progenitrice ne migliorarono il vigore prestazionale. Il telaio, benché derivato da quello della D 24, subì alcune modifiche. Nella parte posteriore si applicò lo schema De Dion con biella longitudinale laterale e doppia balestra, in grado di assicurare una maggiore stabilità all'assetto.

Sul fronte agonistico, il primo impegno in gara prese forma nel mese di giugno del 1954, quando un motore D25 allestì una D24, nel Gran Premio di Oporto, condotta da Ascari. Successivamente, nel settembre del 1954 tre D 25 furono iscritte al Tourist Trophy.

Fiat Abarth 750 Record (1956)


Come già anticipato, il fascino delle sue linee si deve all'estro creativo di Franco Scaglione per la carrozzeria Bertone. La monoposto Fiat Abarth 750 Record nacque per sbalordire il pubblico e soprattutto per stabilire nuovi primati mondiali di velocità e durata nella classe H, che ammetteva vetture con cilindrata compresa tra i 500 a 750 centimetri cubi.

Il suo debutto in società avvenne al Salone di Torino del 1956, con un nome molto esplicativo sul fronte delle ambizioni. La spinta era affidata al motore della Fiat 600 "derivazione Abarth 750" e molti componenti, come sterzo e sospensioni, furono presi dalle versione base di quella utilitaria, considerata un'icona del boom economico italiano. Non è difficile capire perché l'obiettivo principale dei progettisti fu quello di ridurre al massimo il peso, con un risultato sbalorditivo: la cifra indicata alla bilancia era di appena 385 chilogrammi.

La Fiat Abarth 750 Record aveva il cambio a tre marce e montava freni solo all'avantreno. La velocità massima superava i 190 km/h. Sul circuito di Monza il 17 giugno 1956 la vettura conquistò il record sulla distanza delle 24 ore, alla presenza di Carlo Abarth e Nuccio Bertone. Nei giorni successivi la 750 Record inanellò altri cinque primati di velocità e durata (5.000 km, 5.000 miglia, 10.000 km, 48 ore e 72 ore).

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