Fernando Alonso: il futuro incerto di un campione

Dopo il regalone della seconda vittoria a Le Mans (e l'arrivederci alla nuova endurance delle hypercars), il campione spagnolo ha nel mirino l'agognata 500 miglia di Indianapolis, l'unico grande alloro che gli manca. Tuttavia le sue dichiarazioni recenti non danno per certo che il terzo tentativo sia per il prossimo anno. Formula 1 in vista?

Fernando Alonso incassa un regalone dalla sorte che gli ha consegnato la seconda vittoria alla 24 ore di Le Mans in due partecipazioni. Per gli amanti delle statistiche, ciò non accadeva dal 1930, quando il britannico Woolf Barnato centrò il terzo successo consecutivo con la Bentley. I numeri dicono anche che Alonso è l’unico ad aver vinto più di una volta sia il mondiale di Formula 1 che la classica della Sarthe.

E ora? Il campione spagnolo ha momentaneamente salutato la categoria endurance. Tuttavia, stando a quanto ha dichiarato alla stampa spagnola poco prima della gara, si tratta di un arrivederci, non di un addio definitivo. Alonso ha infatti detto che tornerà sicuramente nel WEC quando il campionato sarà passato al nuovo regolamento sulle hypercars, in vigore dal 2021. Però Fernando non ha specificato in quale stagione dovrebbe avvenire il suo ritorno; ha solo detto sarà certamente nel 2021, 2022 o 2023. Né ha detto quale macchina guiderà.

 

Fernando Alonso tra Indy e forse la Formula 1



E nel frattempo? Quale sarà il futuro di Fernando Alonso? Tante voci continuano a rincorrersi su un suo eventuale, nonché clamoroso, ritorno in Formula 1. Qualcuno lo vede in Ferrari, qualcun altro in Mercedes, ma al momento non esiste il minimo dettaglio concreto che possa confermare tali ipotesi. Tuttavia dal punto di vista del suo palmarès personale, è certo che gli brucia parecchio il fallimento dell’avventura alla 500 miglia di Indianapolis. Nel 2018 un guasto nella fase finale mentre era in testa, ma questo ci poteva stare.

Però grida vendetta la mancata qualificazione di quest’anno; è vero che lui è andato a sbattere, però la McLaren ha peccato di eccessiva superficialità e arroganza, credendo di poter fare tutto da sola, salvo poi scoprire che il budget “avanzato” dalla F1 non le permetteva di combinare un gran che, quindi si sono poi rivolti a personale americano non di primo piano. Mentre nel 2018 avevano scelto saggiamente di affidare l’intera avventura al team Andretti, e infatti quasi erano riusciti nel colpaccio.

Vincere ad Indy permetterebbe a Fernando di entrare in quel ristrettissimo club di piloti vincitori del mondiale di Formula 1, della 24 ore di Le Mans e, appunto della 500 miglia di Indianapolis. E’ questa la vera “Triple Crown”, tripla corona. Quella che invece considera Indy, Le Mans e il GP di Monaco tutto sommato è minore, perché un campionato vale molto più di una singola gara. La tripletta sopra citata testimonia l’universalità di un pilota, la sua capacità di vincere in categorie molto diverse tra loro. Una qualità rarissima, infatti l’impresa è riuscita ad un solo pilota, finora: Graham Hill. Il campione britannico vinse il mondiale di F1 nel 1962 e 1968, Indy nel 1966 e Le Mans nel 1972. Si aggiudicò anche per cinque volte il GP di Monaco.

Alonso ha dichiarato nei giorni scorsi che tornerà sicuramente ad Indianapolis, ma non è certo che ciò avverrà nel 2020 (questo potrebbe avvalorare l’ipotesi di un impegno in F1, ma è una voce come un’altra). Non va nemmeno dato per scontato che corra ancora su una McLaren. Infatti ad inizio mese aveva precisato che sta valutando le possibilità, per scegliere la squadra più competitiva. Gli conviene. L’unica certezza è che l’impegno americano sarà esclusivamente per la 500 miglia di Indianapolis, non anche nel campionato Indlis, non anche nel resto del campionato Indy Car.

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