FCA ritira la proposta di fusione con Renault: "Non ci sono le condizioni politiche in Francia"

Sulla decisione ha pesato l'incertezza di Nissan.

Il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles questa notte, dopo una lunghissima giornata, ha divulgato una nota con cui ha annunciato il ritiro della proposta di fusione con Groupe Renault. Nella nota si legge:

"Il Cda ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault. Fca continua a essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. È tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo"

Inoltre il Cda ha espresso gratitudine al Groupe Renault e in particolare al suo amministratore delegato e agli Alliance Partners (ossia Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation) per "il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta di FCA" e ha anche detto che "FCA continuerà a perseguire i propri obiettivi implementando la propria strategia indipendente".

In realtà sembra che sia stata proprio la titubanza di Nissan a far saltare la fusione. Infatti, ieri, durante la riunione del Consiglio di amministrazione di Renault che si è riunito per due giorni consecutivi a Bologne-Billancourt, dopo oltre sei ore di discussione, Renault ha detto di non riuscire a prendere una decisione a causa "dell'auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio ulteriore".

Questa indecisione, secondo Bloomberg e il Wall Street Journal, deriva dal fatto che i due rappresentanti di Nissan che fanno parte del Cda del Groupe Renault avrebbero ritirato il loro appoggio alla proposta di fusione presentata dal FCA, mettendo anche in dubbio l'impegno di Nissan a mantenere l'alleanza con i francesi nel caso in cui la fusione fosse andata avanti.

Lo stesso ministro dell'Economia francese Bruno Le Marie aveva fatto capire che la fusione non sarebbe avvenuta a qualsiasi condizione e aveva lasciato capire che qualcosa non stava andando come sperato da FCA.

Le condizioni chieste dal gruppo francese erano di avere una sede operativa "FCA-Renault" in Francia, di ottenere garanzie sui siti industriali e sull'occupazione e inoltre un posto nel nuovo Cda per un rappresentante del governo francese. Il Cda sarebbe dovuto essere paritetico, ossia con quattro posti per FCA e quattro per Renault, John Elkann sarebbe potuto diventare presidente, ma l'amministratore delegato sarebbe dovuto essere del gruppo francese, probabilmente l'attuale Ceo di Renault Jean-Dominique Senard. Ad ogni modo, per ora, è tutto saltato e i titoli ne stanno già risentendo in borsa.

FCA ritira proposta fusione con Renault

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail