Maserati 8CTF: tributo al successo alla 500 Miglia di Indianapolis 1939

Una vittoria di grande portata storica quella guadagnata da Maserati alla 500 Miglia di Indianapolis 1939. La vettura era la 8CTF da 3 litri di cilindrata.

Nel 1939 la Maserati 8CTF "Boyle Special" vinse la 500 Miglia di Indianapolis. A 80 anni da quel leggendario successo, la casa del tridente ne celebra l'anniversario. Si tratta di un atto dovuto, anche perché la monoposto modenese è stata l'unica vettura italiana a imporsi nella prestigiosa gara statunitense (ad onor del vero c'è riuscita in modo brillante anche la Dallara, ma come fornitrice di telai).

Al volante di quel bolide, sul circuito ovale del Motor Speedway, c'era il 27enne Warren Wilbur Shaw, che tagliò per primo la linea d'arrivo, coprendo la distanza in 4 ore e 20 minuti, alla media di oltre 115 miglia orarie (pari a 185 km/h).

Sulla stessa vettura il talentuoso pilota americano guadagnò la gloria anche nella stagione agonistica successiva, portando a quota tre il bottino personale di successi alla 500 Miglia di Indianapolis. La Maserati 8CTF fu per lui una brillante compagna d'avventura, per le qualità delle sue doti dinamiche, che si intonavano alle caratteristiche del tracciato statunitense.

Il telaio dell'auto da gara del tridente, la cui sigla era l'acronimo di 8 cilindri testa fissa, riprendeva la classica struttura delle monoposto dell'epoca, con due longheroni in profilati d'acciaio e traverse. La spinta era affidata a un motore ad otto cilindri in linea da 3 litri, con due compressori di tipo Roots, che erogava fra 350 e 366 cavalli, per una velocità massima nell'ordine dei 290 km/h.

A rallentare la foga di questa monoposto con carrozzeria in acciaio provvedevano dei freni a tamburo con comando idraulico. Le sospensioni anteriori erano a ruote indipendenti e barre di torsione, mentre quelle posteriori adottavano delle balestre.

Il successo della Maserati 8CTF alla 500 Miglia di Indianapolis del 1939, che diede grande notorietà internazionale al marchio modenese, fu il frutto di una miscela di doti velocistiche, affidabilità sulla lunga distanza e ottima tenuta di strada. Warren Wilbur Shaw, partito con il terzo tempo in qualifica, si aggiudicò la gara con 51 giri in testa, dopo una dura lotta con la Stevens-Winfield di Louis Meyer e la Adams-Sparks di Jimmy Snyder. Per Maserati una vittoria storica: era dal 1919 che un'auto europea non riusciva a vincere nel "catino" dell'Indiana.

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