Museo Ferrari: 90 anni e Hypercars, nuove mostre

Due nuove e suggestive mostre sono state inaugurate al Museo Ferrari di Maranello. La prima è dedicata ai 90 della Scuderia con le monoposto trionfatrici nei gran premi da Nuvolari a Schumacher e nelle corse sport; la seconda espone le hypercars, dalla 288 GTO alla laFerrari

E’ generalmente noto agli appassionati che nel 2019 la Scuderia Ferrari compie 90 anni. La Scuderia è cosa diversa dall’azienda: quest’ultima ha cominciato l’attività nel 1947; invece la squadra corse è stata fondata in quell’epoca remota ed eroica, quando Enzo Ferrari convinse l’Alfa Romeo ad affidargli le proprie auto per portarle nelle competizioni su pista e strada. Egli aveva appena appeso il casco al chiodo e da pilota si stava trasformando in imprenditore. Tazio Nuvolari e Giuseppe Campari furono i primi grandi piloti a vincere con le vetture che portavano lo stemma del biscione sulla calandra e lo scudetto col Cavallino sul cofano. Una storia lunga e piena di successi che il Museo Ferrari ripercorre attraverso due nuove mostre.

 

Museo Ferrari: la mostra 90 anni



Queste due nuove mostre del Museo Ferrari di Maranello sono appena state inaugurate e resteranno aperte fino a maggio 2020. La prima s’intitola “90 anni”; ripropone le auto più significative di questa storia entusiasmante. Si parte dall’Alfa Romeo 8C 2300 Spider del 1932, la prima col Cavallino rampante, per arrivare alla monoposto dello scorso anno, la SF71H pilotata da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. In mezzo troviamo la Ferrari 500 F2 con cui Alberto Ascari vinse i suoi due titoli mondiali in Formula 1, i primi per la Scuderia; poi la Ferrari-Lancia D50 che permise a Juan Manuel Fangio di aggiudicarsi il sofferto titolo del 1956; la Dino 246 F1 con cui Mike Hawthorn vinse il mondiale del 1958, soffiandolo a Stirling Moss per un solo punto; la 156 F1 del 1963 che regalò a John Surtees la prima vittoria nella massima categoria dell’automobilismo dopo gli anni dei trionfi in moto.

Poi ancora la Ferrari 312 T del 1975 che Niki Lauda condusse al suo primo titolo mondiale, dopo 11 anni in cui a Maranello si era rimasti a bocca asciutta; la 312 T4 del 1979 con cui Jody Scheckter vinse il suo unico campionato; la Ferrari F2004 che permise a Michael Schumacher di esercitare un dominio assoluto (13 vittorie consecutive quell’anno per aggiudicarsi il settimo e titolo mondiale); infine la F2007 che per il momento segna l’ultimo alloro iridato per la Ferrari in F1, vinto da Kimi Raikkonen.

Ma la Scuderia Ferrari non è stata sempre solo Formula 1. Fino alla fine degli anni ’60 le competizioni a ruote coperte hanno rappresentato una parte fondamentale dell’attività, in alcuni periodi anche più importante della stessa F1. La mostra “90 anni” rende omaggio a questa epopea con la Ferrari 166 MM che nel 1949 vinse la prima 24 ore di Le Mans per il Cavallino, oltre alla 24 di Spa e alla Mille Miglia; esposta anche la 275 P che nel 1964 trionfò a Sebring, Le Mans e al Nürburgring.

 

Hypercars, nuova mostra al Museo Ferrari



La presentazione della Ferrari SF90 Stradale ha costituito anche l’occasione per inaugurare al Museo Ferrari la mostra “Hypercars”. In un colpo solo tutte le auto speciali (più del solito) costruite a Maranello. Una storia relativamente breve ma appassionante. Ognuno di questi capolavori ha rappresentato l’apice tecnologico dell’epoca a cui apparteneva. Si parte dalla Ferrari GTO del 1984, poi sua maestà Ferrari F40, che nel 1987 definì il significato stesso del termine supercar. Nel 1995 arrivò la F50, l’auto stradale più vicina ad una Formula 1 che potesse esistere in quel momento.

Nel 2002 uscì quindi la Ferrari Enzo, la cui genesi si avvalse di un consulente d’eccezione, Michael Schumacher. Si arriva ai giorni nostri: la Ferrari laFerrari del 2013, la prima ibrida di Maranello (qui esposta sia in versione chiusa che aperta, anzi Aperta); infine un esemplare unico, la P80/C del 2018. Non omologata per uso stradale, deriva dalla 488 GT3.

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