Porsche 914: festa dei 50 anni al Museo Porsche

Non è in cima ai desideri dei cultori del marchio, ma la Porsche 914 ha segnato il suo nome sui libri di storia della casa di Stoccarda. Mezzo secolo è passato dalla sua presentazione.

Il Museo Porsche, sempre molto attivo con gli eventi, celebra la Porsche 914, Cenerentola della casa di Stoccarda. Questa vettura, giunta ai 50 anni di età, non è mai entrata nel cuore degli appassionati, ma ha sdoganato la filosofia del marchio a un livello diverso, con elementi di forte novità.

Per il costruttore tedesco, questa fu la prima auto sportiva a motore centrale, lanciata sul mercato nel 1969, anno che ne segnò il lancio, avvenuto al Salone dell'Automobile di Francoforte sul Meno. Per celebrare l'anniversario del mezzo secolo di vita, nella giornata di domenica 2 giugno si incontreranno al Museo Porsche oltre 120 proprietari del modello, dando il via alla mostra "50 Years of the 914 – Typically Porsche", in programma fino al 7 luglio.

Saranno presenti all'appuntamento alcuni personaggi legati alla vettura, come Roland Kussmaul (ex ingegnere di sviluppo e di pista), Hans Clausecker (ex progettista di telai e pilota), Günter Steckkönig (ingegnere e pilota), Jürgen Lewandowski (autore di libri sul tema), che ripercorreranno la genesi e i momenti salienti della storia della Porsche 914. Insieme a loro anche altri esperti della materia, per completare l'esplorazione del prodotto, illustrando il perché della sua architettura meccanica, del suo design, della sua tecnologia e del suo stile, ma anche il ruolo del motore centrale nelle Porsche del presente e del futuro.

Le mostre allestite nello speciale show copriranno l'ampiezza della 914 e le creazioni che questa vettura ha ispirato. Saranno messi in vetrina i modelli di produzione 914/4 e 914/6, rispettivamente con motore quattro cilindri VW e sei cilindri Porsche. Negli stand anche la prima 914 mai realizzata e uno dei due prototipi con motore da competizione a otto cilindri. Un'altra vettura in mostra sarà la 914/6 GT, ma la tela avrà un'articolazione più ampia.

A metà degli anni '60, Porsche cercava di espandere la sua posizione sul mercato con un'auto sportiva nel promettente segmento sotto la 911, per intercettare una clientela più giovane. Un simile progetto non sarebbe stato praticabile per la piccola azienda da sola. Gli uomini di Zuffenhausen trovarono un partner in Volkswagen, che a quel tempo era alla ricerca di un'erede della sua datata coupé sportiva Tipo 34, meglio conosciuta come Karmann Ghia.

Il matrimonio si fece, non senza difficoltà, è il risultato fu la 914, figlia di un progetto VW-Porsche, ma non fu un matrimonio dagli effetti felicissimi, almeno sul piano commerciale. L'auto era troppo costosa per essere una Volkswagen e troppo fiacca per essere una Porsche. Il modello a quattro cilindri da 1.7 litri erogava 80 cavalli a 4900 giri; più vigoroso quello alimentato dal sei cilindri da 2.0 litri, proveniente dalla 911 T, con 110 cavalli di potenza a 5800 giri.

La gamma iniziale era composta dagli allestimenti "standard" ed "S" per ciascuno dei 2 motori. Le versioni S erano più raffinate. Un paio di queste furono usate come base per il trapianto del motore a 8 cilindri di tre litri della Porsche 908, vettura da corsa nota pure come "bicicletta" per la sua agilità, che dominava la scena sui circuiti del tempo.

Il primo esemplare, con 310 cavalli all'attivo, fu prodotto per testare l'eventuale impiego sportivo, su richiesta di Ferdinand Piëch. L'altro venne invece declinato in chiave stradale, con il propulsore depotenziato a 260 cavalli. Furono le espressioni più estreme della 914, auto prodotta in joint-venture da Volkswagen e Porsche dal 1969 al 1975.

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