Emissioni: l'Antitrust UE accusa Daimler, BMW e Volkswagen di aver fatto cartello

L'antitrust dell'Unione Europea ha accusato i colossi tedeschi BMW, Daimler e Volkswagen per aver elaborato alcune strategie con l'intento di compromettere il mercato della libera concorrenza. Qualora queste accuse venissero confermato, i tre gruppi andrebbero incontro a sanzioni pecuniarie da svariati miliardi di euro

Grosse accuse sono state avanzate ai gruppi Daimler, BMW e Volkswagen. Secondo l'Antitrust dell'Unione Europea, i tre colossi dell'industria automobilistica avrebbero deciso in gran segreto di compromettere il mercato della libera concorrenza attraverso l'adozione di strategie utili per tutelare interessi personali.

Nel dettaglio, le società tedesche sarebbero accusate di aver consapevolmente ostacolato la commercializzazione di tecnologie per il contenimento delle emissioni inquinanti: in particolare i sistemi Scr con iniezioni di AdBlue e i filtri anti particolati Opf. Secondo le indagini svolte dalla commissione di Bruxelles, questi giganti dell'industria avrebbero tacitamente siglato questi accordi per limitare la concorrenza e rallentare, di fatto, lo sviluppo di automobili meno inquinanti.

L'inchiesta ha preso avvio circa due anni fa, con la perquisizione degli uffici delle società interessate: la commissione sostiene che le condotte illecite sarebbero avvenute tra il 2006 e il 2014, frutto di un'attenta pianificazione ad opera degli stessi gruppi.

Qualora le accuse dovessero trovare effettiva conferma, i consumatori europei si vedrebbero truffati poiché é stata negata loro la possibilità di acquistare automobili con la migliore e più efficiente tecnologia ambientale disponibile sul mercato. Oltre al danno di immagine, i tre grandi gruppi rischiano sanzioni pecuniarie da diversi miliardi di Euro.

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