Auto elettriche: grande alleanza tra BMW e Mercedes?

Secondo indiscrezioni apparse sulla stampa tedesca i due ex rivali BMW e Mercedes starebbero dialogando per costruire piattaforme condivise, sia per auto elettriche che tradizionali.


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Tra sette e otto miliardi di euro: a tanto ammonterebbe il risparmio complessivo per BMW e Mercedes qualora le due aziende, un tempo rivali, sviluppassero piattaforme comuni sulle quali costruire auto elettriche e tradizionali. E le due aziende ci starebbero seriamente pensando, secondo quanto riporta la stampa tedesca nelle ultime ore.

Al momento starebbero dialogando soprattutto sui veicoli compatti, ma in futuro si potrebbe parlare anche di auto di alta gamma e dalle dimensioni maggiori, che potrebbero portare in caso di condivisione delle piattaforme a risparmi ancora maggiori.

Già da tempo BMW e Mercedes hanno deposto le armi e si sono alleate fondendo i due rispettivi servizi di car sharing, creando ShareNow dalla fusione di DriveNow e Car2go. Al Salone di Ginevra, invece, hanno annunciato l'inizio della collaborazione anche in fatto di guida autonoma. Adesso arriva la notizia, non confermata delle due big teutoniche dell'auto, delle piattaforme condivise.

AutoBild e Süddeutsche Zeitung riportano che il tavolo della trattativa sarebbe aperto già da tempo, ai massimi livelli, e che l'accordo definitivo potrebbe arrivare entro il 2020. Si inizierebbe con le auto compatte con alti volumi di vendita, cioè dai successori di BMW Serie 1 e Mercedes Classe A, entrambe ormai a trazione anteriore, che potrebbero condividere una piattaforma chiamata MX-1. Per i modelli di dimensioni maggiori potrebbe arrivare una MX-2: qui i volumi sarebbero inferiori, ma i risparmi ancora più alti.

Nel dicembre scorso Bloomberg aveva scoperto che BMW e Mercedes stavano trattando per un'alleanze relativa alle batterie per auto elettriche, senza però accennare alla possibilità di una piattaforma comune per le EV delle due aziende.

Secondo la Süddeutsche Zeitung, un dirigente BMW che vuole restare anonimo avrebbe detto tra i denti che "Dal punto di vista matematico, non c'è alternativa alla cooperazione". Allo stesso tempo, però, le due aziende temono di "perdere la faccia": i loro clienti sono anche i loro tifosi e la sfida BMW-Mercedes ha di fatto costruito la storia dell'auto in Europa.

Al momento BMW ha una piattaforma flessibile per le macchine elettriche della serie i, con trazione posteriore, che può essere usata anche per modelli non elettrici. Mercedes, invece, ha la piattaforma EVA 1 con cui sta elettrificando la gamma esistente e la EVA 2 per i nuovi modelli 100% elettrici EQ del segmento più alto.

L'attuale strategia dei due (ex?) competitor tedeschi sull'elettrico è diversa: mentre BMW si sta concentrando sull'ibridazione della gamma attuale, Mercedes sta comunicando al mercato che il suo futuro è nella gamma EQ.


Dal punto di vista economico, inoltre, va precisato che entrambi i brand in caso di condivisione delle piattaforme dovrebbero spendere, secondo i calcoli della Süddeutsche Zeitung, circa 2 miliardi di euro a testa per la personalizzazione dei rispettivi modelli.

Si tratterebbe, in buona sostanza, di massimizzare l'uso di componenti comuni in tutta la parte "invisibile" dell'auto, massimizzando allo stesso tempo anche le differenze nella parte "visibile". E il tutto deve stare su strada e deve essere un prodotto di alta qualità, come si aspettano i clienti di entrambi i brand. Il che non è esattamente un punto di partenza comodo per ingegneri e designer.

Dove porterà il dialogo tra BMW e Mercedes ancora non è possibile dirlo. Quel che è certo è che la nuova mobilità elettrica pone delle sfide enormi ai costruttori tradizionali, che sono costretti a investire decine di miliardi di euro per reinventare l'auto.

La parola d'ordine, a questo punto, diventa solo una: costruire più macchine possibile su una sola piattaforma, per rientrare prima dall'investimento. Esattamente lo stesso ragionamento che sta portando Ford e Volkswagen sempre più vicine.

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