Walter Röhrl: un asso del rally

Omaggio a Walter Röhrl, campione del mondo di rally nel 1980 e 1982 con Fiat e Opel. Memorabili anche le vittorie con la Lancia. Chiuse la carriera in Audi.

Buon compleanno, Walter Röhrl. Il 7 marzo 1947 (a Ratisbona) è la data di nascita di uno dei più importanti campioni di rally di tutti i tempi. Ecco un brevissimo profilo per ricordarlo.

 

Walter Röhrl, uno dei re di Montecarlo


Walter Röhrl

I re di Montecarlo, in termini di rally, sono parecchi. Il record assoluto oggi è condiviso da Sébastien Ogier e Sébastien Loeb, entrambi lo hanno vinto per 7 volte. Ma prima dei due incredibili assi francesi, il tedesco Walter Röhrl si trovava a detenere tale prestigioso primato, anche lui in buona compagnia. Infatti come lui lo hanno vinto per 4 volte Sandro Munari, Tommi Makinen e Jean Trévoux.

Andiamo avanti nel palmarès. La carriera di Röhrl nel campionato mondiale rally si è svolta dal 1973 al 1987. Ha preso parte a 75 gare, vincendone 14; soprattutto, ha vinto due campionati del mondo. Aggiungiamo anche il successo in 420 prove speciali. Ha corso su vetture Porsche, Fiat, Opel, Lancia e Audi.

Il primo titolo mondiale è arrivato nel 1980 con la Fiat 131 Abarth. Röhrl quell'anno ha vinto a Montecarlo, in Portogallo, Argentina e il rally di Sanremo, dove ha conquistato matematicamente il campionato. Il successo iridato che però meglio testimonia l'abilità del pilota tedesco è quello del 1982. Infatti Röhrl, al volante di una tecnologicamente sorpassata Opel Ascona 400 a trazione posteriore, sconfisse lo squadrone Audi che poteva contare sulla favolosa e potentissima Audi Quattro a trazione integrale. Il tedesco vinse ovviamente a Montecarlo e poi in Costa d'Avorio. Invece la sua rivale per il titolo, la francese Michèle Mouton (l'unica donna a competere ad alto livello nei rally mondiali), ne vinse tre ma ottenne meno piazzamenti.

La vittoria al rally di Montecarlo più faticosa e memorabile per Walter Röhrl è stata tuttavia quella del 1983, guidando la Lancia 037, sempre a trazione posteriore. Anche in questo caso la macchina da battere era l'Audi Quattro, circondata inoltre da una squadra ufficiale dotata di budget infinitamente superiore a quello della squadra corse Lancia, quell'anno fortemente sottofinanziata. Ma speciale dopo speciale, curva dopo curva, l'espertissimo team Lancia guidato da Cesare Fiorio sfruttò ogni trucco del mestiere, ogni piega del regolamento, per dare a Röhrl e al compagno di squadra Markku Alen il meglio possibile. Röhrl quindi si aggiudicò nuovamente il rally più prestigioso del mondo davanti ad Alen, relagando la prima delle Audi, quella di Stig Blomqvist, in terza posizione.

Per tutta la stagione i due della Lancia contesero il titolo mondiale allo squadrone tedesco, il quale alla fine la spuntò aggiudicandosi il campionato con Hannu Mikkola, davanti a Röhrl e Alen, quatro Blomqvist. Va sottolineato che Röhrl non era un pilota stakanovista, infatti spesso rinunciò a partecipare alle gare che meno gli andavano a genio. Proprio nel 1983 rinunciò a ben sei rally in calendario e quindi decise da solo di non competere per il titolo; perché quelle a cui partecipò quell'anno lo videro sempre sul podio, altre due vittorie oltre a quella nel Principato.

Nel 1984 Röhrl passò all'Audi, dove ha chiuso la carriera. Vinse quell'anno il suo quarto rally di Montecarlo. Nel 1985 a Sanremo l'ultima vittoria iridata.

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