Rallye Monte Carlo Historique 2019: un'edizione da ricordare

Una grande edizione del Rallye Monte Carlo Historique 2019 per i piloti azzurri sul secondo e terzo gradino del podio del rally storico più impegnativo al mondo.


E’ stata una edizione del Rallye Monte-Carlo Historique molto combattuta per i tanti equipaggi italiani, che ormai da anni insidiano ai francesi e agli equipaggi nordici il podio (ricordiamo lo scorso anno la vittoria  di  Gianmaria Aghem e Diego Cumino su una Lancia Fulvia Coupé 1200 con i colori della Scuderia Milano Autostoriche). E proprio i piloti azzurri sono stati grandi protagonisti anche di questa  ventiduesima edizione organizzata dall’Automobile Club di Monaco, con Alessio De Angelis e Sergio Sisti su Fiat Ritmo 60 saliti sul secondo gradino del podio del più impegnativo rallye storico al mondo, seguiti da Massimo Canella e Nicolas Arena su Lancia Fulvia Coupè 1.3S. Il primo posto nella classifica assoluta quest’anno va invece ai francesi Badosa-Reidl, su una performantissima Renault 8 , riuscendo così a riportare alla Francia il trofeo più ambito.


Italiani nella top ten anche con Pier Lorenzo Zanchi e Giovanni Agnese, decimi assoluti a bordo di una Lancia Fulvia HF 1,6, vincitori  del “Monte-Carlo Historique” nel 2015, mentre la  classifica riservata alle squadre è stata vinta  per la quarta volta consecutiva dalla Scuderia Milano Autostoriche. Un compleanno speciale dunque quello dell’Automobile Club di Milano, che ha celebrato i 115 anni riportando all’ombra della Madonnina, dopo 87 anni,  le auto più iconiche del Rallye Monte-Carlo Historique, in una  partenza spettacolare organizzata da Canossa Events, preceduta da uno speciale Tributo dedicato al compleanno dell’AC milanese, con la nuova Renault Alpine A110 a fare da apripista.


“ E’ stato il nostro regalo di compleanno alla città - spiega Geronimo La Russa Presidente di AC Milano -   per  festeggiare la storia del nostro Automobile Club di Milano che dalla sua fondazione ha fatto tanto per il suo territorio “. Il capoluogo lombardo si è aggiunto dunque alle altre sei città prescelte per lo start dei diversi gruppi di equipaggi: Glasgow, Atene, Bad Homburg, Barcellona, Reims e Montecarlo, per arrivare alla prima destinazione comune di Buis-les-baronnies nel cuore della Drome.


Dei 314 partenti solo 247 equipaggi sono arrivati alla meta dopo cinque giorni di gara e oltre 3000 chilometri con prove speciali sui più insidiosi passi alpini; e questa edizione è stata resa ancora più difficile dalle nevicate abbondanti sulla prima parte del percorso e dal ghiaccio insidioso nelle prove delle giornate successive, fino alla più temuta  “notte dei lunghi coltelli” del Tourini.



La  squadra milanese inizia da subito a dare filo da torcere ai più agguerriti equipaggi francesi e tedeschi. Eccellente partenza per  l’equipaggio Schon-Merenda su Lancia Beta Montecarlo, con al volante  uno dei piloti italiani habituè del Rallye di Monte-Carlo, Giorgio Schon, terzi assoluti al termine della seconda tappa e primi alla partenza da Valence, ma traditi dalla neve fresca alla settima prova speciale. Una  bandata ha fatto innevare l’auto in una zona disabitata  e la vettura è stata rimessa in strada dopo sei ore accumulando centomila penalità e compromettendo definitivamente la classifica finale, nonostante i risulati ottimi dei giorni successivi,  con un terzo tempo nella prova da Lantosque-Luceram. Incidente di percorso alla prova successiva anche  per il Maggiolone dei milanesi Bergamaschi-Soffritti, costretti al ritiro per il radiatore rotto e il motore fuso.


A metà della 3° tappa altri due equipaggi italiani difendono le prime posizioni, Fontanella-Scrivani su Fiat 128 e Aiolfi-Zambianchi su Beta Coupè rispettivamente undicesimi e quindicesimi, in piena rimonta. Ma un guaio allo spinterogeno fa piombare Fontanella  all’ottantesimo posto,   fino all’arrivo provvisorio a Monaco. I 261 superstiti ripartono alle 20.30 del martedì per affrontare l’ultima notte, la più difficile e selettiva del rally quella del Col de Turini dove l’equipaggio  De Angelis-Sisti riesce a sopravanzare i compagni di squadra Canella-Arena ma non ce la fa  a colmare il gap con i francesi Badosa-Reidl su una  Renault R8 di 1600 cc molto performante, ai vertici della classifica provvisoria da inizio gara.


Sul palco di arrivo di Montecarlo transitano dunque vittoriosi Badosa-Reidl davanti a De Angelis-Sisti e Canella-Arena; quarti a sorpresa i lituani Raisys-Zakmans su una imponente e faticosissima Jaguar XK 150 Coupè, davanti alle Porsche 911 dei francesi Gaubert-Gaubert e dei norvegesi Granerud-Lie. Zanchi-Agnese concludono al 10° posto, mentre Aiolfi-Zambianchi scivolano in 22° piazza. Fontanella-Scrivani fanno un incredibile recupero chiudendo al 54° posto, preceduti dai fratelli Bertolini su Lancia Fulvia Coupè al 35° posto. Venturelli-Melli arrivano sessantesimi con la loro Porsche, mentre gli altri equipaggi della scuderia sono più distanziati: Angelino-Angelino al 86° posto con la Fiat 131 Racing, Senna-Moretti 114° con la Beta Coupè, Kofler-Gaioni 124° con una rara Steyr Puch 650, auto prodotta dall’austriaca Steyr Puch  su licenza Fiat e derivata dalla Nuova 500.


Scorrendo la classifica tricolore troviamo Cabella-Corinti al 141° posto con la Triumph TR3, Mattioli-Pensotti 193° con la Fiat 124 Abarth, Laura-Risso 223° con la Autobianchi A 112 Abarth, Schon-Merenda 226° e  Bicciato-Mattiuzzi 241° su Alfa Romeo Dauphine del 1959, vettura che la Casa del Biscione produsse negli stabilimenti milanesi del Portello dal 1959 al 1964, grazie agli accordi con Renault,  per competere  con Fiat nel segmento delle auto di piccola cilindrata.

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