Millennials e auto: un bene essenziale, sinonimo di libertà, ma senza troppe emozioni

Una ricerca di Bain & Company evidenzia una tendenza nota da tempo: l'auto non è più in cima ai desideri dei più giovani.

Millenials e auto

Ai Millennials dell’auto importa poco. Per i nati tra il 1884 e il 1995 lo status symbol a quattro ruote non esiste più, meglio l’ultimo smartphone o tenere i soldi nel conto in banca per comprarsi casa o fare una vacanza da sogno. Dalla ricerca di Bain & Company “Millennials e Auto” presentata al Quattroruote Day, che da quindici edizioni riunisce a Milano il settore auto attorno ai temi della mobilità, emerge come per i giovani l’automobile non sia più una priorità, favorevoli anzi alla condivisione del mezzo con il car sharing o soluzioni di mobilità alternative sempre più in voga nelle capitali.

E non solo per il clima di incertezza e minore disponibilità economica rispetto alla generazione precedente, ma soprattutto per un rapporto diverso con l’oggetto automobile. Per i ragazzi l'auto è un bene essenziale, sicuramente sininonimo di libertà, soprattutto se si abita in aree rurali, ma i giovani al volante ritratti nel rapporto di Bain & Company sono scollegati dal punto di vista emotivo dal proprio mezzo, che scelgono per pura praticità: l’emozione al cospetto di un 12 cilindri di Maranello o di un V8 Mustang, insomma, non sanno proprio cosa sia.

E paragonando i Millennials nati in Italia ai coetanei tedeschi ed inglesi, con la crisi economico-finanziaria del Paese a cavallo dei loro vent'anni gli italiani si sono ritrovati un reddito inferiore del 17% rispetto a quelli della generazione precedente. Una difficoltà che ha contagiato anche il settore dell'auto: l'Italia registra da un lato il crollo del numero di patenti rilasciate, con un calo del 25% dal 2001 al 2017, dall'altro una forte diminuzione di immatricolazioni di vetture a giovani pari al -50% per la fascia 18-29 anni (fonte Unrae).

Conquistare i giovani con un’auto richiede quindi un approccio mirato, che personalizzi i contenuti della comunicazione. “Il design e la tecnologia sono i due valori chiave per conquistare le generazioni più giovani, lo abbiamo visto con la nuova Classe A che ha fatto scendere l’età media dei suoi clienti di ben 13 anni rispetto alla prima generazione, grazie anche al rivoluzionario sistema di infotainment dell’MBUX che l’ha resa ancora più attraente per i millennials”- spiega Radek Jelinek - Presidente e CEO di Mercedes-Benz Italia. “Oltre ai prodotti- continua Jelinek- rispondiamo all’evoluzione dei bisogni di mobilità individuale dei più giovani attraverso servizi innovativi come car2go, perché i giovani sono i primi protagonisti della sharing economy e per questo, proprio attraverso l’MBUX, abbiamo reso possibile anche la condivisione della propria automobile all’interno di un piccolo network personale, in una sorta di carsharing peer-to-peer”.

“ Finchè l’innovazione non renderà l’auto di nuovo competitiva, i millennials guarderanno ad altri beni e servizi” spiega Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company. Innovazione sì, digital anche, ma guardandosi negli occhi, perché ancora oggi i Millennials in Italia per la scelta della macchina preferiscono i siti web di settore, ma rivolgendosi subito dopo ad un concessionario e a un amico, come si faceva un tempo. “Da qualche anno ormai i nostri investimenti in comunicazione sono stati ribilanciati per favorire i canali Social e Web in generale con uno storytelling specificamente studiato per raggiungere ed interessare quella fascia di consumatori, i cosiddetti millennials, che usano quasi esclusivamente quei canali per informarsi e che rappresentano l’attuale fulcro della popolazione attiva in Italia" dice Fabrizio Faltoni, AD Ford Italia.

Le case automobilistiche stanno cambiando dunque strategia e Suzuki per esempio- che al Quattroruote Day con Jimny è salita sul terzo gradino del podio per la novità dell'anno 2019 votata dai lettori del mensile (preceduta da BMW Serie 3 e da Volvo XC40) e che è in crescita costante dei volumi di vendita, sta seguendo due chiavi di comunicazione, supportando lo sport sia a livello professionistico che amatoriale “per portare il marchio Suzuki dove c'è passione, competizione, divertimento, tempo libero, unito a rispetto delle regole e rispetto dell'avversario tutti valori in cui i giovani credono - spiega Massimo Nalli, Direttore generale auto di Suzuki Italia - con una proposta di gamma caratterizzata da poche versioni super equipaggiate e a prezzi competitivi, perché la chiarezza è un prerequisito per entrare nelle corde dei più giovani”.

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