Sciopero benzinai: revocata l’agitazione del 6 febbraio

Revocato lo sciopero dei benzinai proclamato per il 6 febbraio. I sindacati dei gestori hanno incontrato i sottosegretari al ministero dell’Economia. Nodo della protesta il credito d’imposta sulle commissioni delle carte di credito

Annullato lo sciopero dei benzinai proclamato per il 6 febbraio 2019. I rappresentanti dei sindacati dei gestori delle stazioni di servizio si sono incontrati con le controparti dell’Unione petrolifera al ministero dell’Economia, nella giornata del 5 febbraio. Il nodo della questione era il credito d’imposta sui costi delle carte di credito. L’intesa raggiunta dopo l’incontro, in seguito al quale lo sciopero è stato revocato, prevede la prosecuzione delle trattative per trovare una soluzione condivisa.

In una nota diffusa dopo l’incontro, i sottosegretari al ministero, Massimo Bitonci e Alessio Villarosa, comunicano: “L’accordo, che ha registrato piena ed unanime soddisfazione, prevede una tempestiva soluzione tecnica per le criticità dei costi collegati all’utilizzo delle carte di pagamento elettroniche per le transazioni sui carburanti e la prosecuzione del tavolo per discutere delle altre tematiche relative alla filiera della distribuzione di carburante, come ad esempio la trasmissione telematica dei corrispettivi su carburanti, la tassazione sul credito d’imposta e la detraibilità dell’anticipazione finanziaria dell’Iva pagata alle compagnie petrolifere tramite fatturazione elettronica a fine 2018“.

Queste sono le ragioni della protesta dei gestori, come spiega la seguente nota dei sindacati: “I Presidenti di Faib Fegica e Figisc hanno illustrato le motivazioni alla base della protesta e chiesto al Governo di dare attuazione alle prescrizioni di legge in materia di Credito d’imposta a favore degli esercenti impianti distribuzione carburanti calcolato sul 50% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate tramite sistemi di pagamento elettronico a partire dal 1° luglio 2018. Legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, commi 924-925. Per i Presidenti la norma in oggetto, oltre a recare alcune intrinseche criticità (dubbia tassabilità del credito d’imposta, variabile indipendente dei costi delle transazioni elettroniche, interpretazioni direttoriali restrittive dell’Agenzia ….) presenta oggi oggettive preoccupazioni circa la sua reale spendibilità per gli operatori, con ulteriori restringimenti del campo di applicazione, secondo alcune iniziative parlamentari rientrate, denunciando un evidente passo indietro del Governo“.

Le associazioni di categoria aggiungono: “Sono limiti che come detto stravolgono la norma che aveva già scontato all’interno della previsione del credito d’imposta- circoscritto al solo 50% dei costi sostenuti- l’unitarietà della misura finalizzata al recupero complessivo dei costi sostenuti per lo sviluppo della tracciabilità dei pagamenti. I Presidenti hanno quindi rivolto al Governo l’invito a trovare una soluzione adeguata che ripristini la piena fruibilità del credito d’imposta varato con la legge 205/2017 a favore dei gestori carburanti, evitando di scaricare sull’ultimo anello della filiera i costi dell’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica“.

Pompa benzina

I Video di Autoblog

Ultime notizie su Varie

Varie

Tutto su Varie →