Bollo auto storiche 20 anni: non si abolisce più

Un emendamento al decreto semplificazione voleva cancellare il bollo sulle auto storiche tra 20 e 29 anni. Andava oltre la recente modifica che l'aveva dimezzato. Ma non ha superato l'esame del Senato

Bollo auto storiche 20 anni

Aggiornamento 28/1 - Era infatti troppo bello per essere vero. L'emendamento (inserito nel decreto semplificazione) per abolire il bollo sulle auto storiche tra 20 e 29 anni, dette anche auto ventennali, non ha superato l'esame al Senato. Il problema sul quale formalmente si è arenato il provvedimento è l'attinenza col contenuto generale del decreto. Come volevasi dimostrare: una volta che una tassa viene introdotta, nessuno la toglie più.

 

Bollo auto storiche 20 anni: hanno tentato di abolirlo


Bollo auto storiche 20 anni

Riepiloghiamo la vicenda. La legge di bilancio 2015, tecnicamente legge numero 190 del 23 dicembre 2014, ha modificato la legge numero 342 del 21 novembre 2000 che conteneva diverse misure in materia fiscale. La misura del 2014 è intervenuta sull'articolo 63, dedicato alle tasse automobilistiche per particolari categorie di veicoli, il quale esentava dal pagamento del bollo auto i veicoli tra 20 anni e 29 anni d'età, se in possesso di un certificato di rilevanza storica. Invece dal 2015 anche quei veicoli sono stati assoggettati al pagamento della tassa di possesso. Un provvedimento vampiresco che ha tra l'altro scatenato una lunga guerra istituzionale tra lo Stato e alcune regioni, a suon di ricorsi alla Corte costituzionale.

Nella legge di bilancio 2019, approvata lo scorso dicembre, dove tra le altre cose è stata introdotta l'ancora più illogica tassa sulle emissioni, la maggioranza attuale ha inserito un emendamento che modifica nuovamente la legge del 2000, dimezzando l'importo della tassa da pagare per i veicoli da 20 a 29 anni d'età, purché siano provvisti di certificato di rilevanza storica. In questi giorni si è cercato di andare oltre. Il Senato sta esaminando il decreto semplificazione, tecnicamente disegno di legge numero 989. Qui è stato presentato un emendamento, il numero 3.125 (si legge 3 punto 125, non tremilacentoventicinque) firmato dai senatori Saponara, Augussori, Campari, Faggi, Pepe, Pergreffi e Bonfrisco della Lega e dal senatore Grassi del Movimento 5 stelle.

Il provvedimento proponeva di modificare la legge di bilancio 2019 (formalmente legge numero 145 del 30 dicembre 2018), nella parte che riduceva del 50% il bollo per le auto storiche ventennali. Questo è il testo: "Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti: «1-bis. All'articolo 1 della legge n. 145 del 2018, al comma 1048, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al capoverso "1-bis", la parola "immatricolazione" è sostituita dalla seguente: "fabbricazione" e le parole: "sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "il pagamento della tassa automobilistica non è dovuto"; b) al capoverso "1-ter" la cifra: "2,05" è sostituita dalla seguente: "4,10". 1-ter. All'onere derivante dal comma 1-bis, pari a 2,05 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all'articolo 1, comma 748 della legge 30 dicembre 2018, n. 145.»".

Saltiamo i tecnicismi e andiamo al dunque. Se questo emendamento fosse stato approvato, sarebbe stato abolito il pagamento della tassa automobilistica per le auto e moto tra 20 e 29 anni di età, purché queste dispongano di un certificato di rilevanza storica rilasciato dall'ASI, FMI o uno degli altri registri storici indicati nella legge; il possesso del certificato andrebbe inoltre annotato sulla carta di circolazione.

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