Tassa sulle emissioni: FCA, con ecotassa rischiano investimenti italiani

Pietro Gorlier scrive al Consiglio regionale del Piemonte. Se la tassa sulle emissioni dovesse venire confermata, il piano d'investimenti nelle fabbriche italiane dovrebbe essere rivisto. Unrae, Anfia e Federauto contrarie a nuove tasse, chiedono investimenti su infrastruttura elettrica. Di Maio replica: troveremo una soluzione

Gruppo FCA

Aggiornamento 13/12 - Il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha risposto alle preoccupazioni espresse dal Gruppo FCA e dalle associazioni del settore per la tassa sulle emissioni, detta anche ecotassa: "Troveremo una soluzione. Sono convinto del fatto che possiamo fare bene nella lotta all'inquinamento, negli incentivi all'auto elettrica, ibrida e a metano, senza danneggiare o provocare shock nei piani industriali delle aziende".

 

Tassa sulle emissioni: imprese in allarme per l'ecotassa

12/12 - Una buona parte della maggioranza di governo assicura gli italiani che al Senato verrà cancellata la famigerata tassa sulle emissioni, altrimenti chiamata ecotassa, introdotta di soppiatto nella legge di bilancio in un emendamento che parla di pesca. Ma per il momento è stata approvata alla Camera insieme al resto della legge, addirittura con voto di fiducia. E questo preoccupa non solo le famiglie in difficoltà economica, per le quali acquistare un'auto anche piccola diventerebbe ancora più costoso. Per lo stesso motivo terrorizza l'industria dell'auto: costruttori, concessionari e aziende dell'indotto. Questa tassa, se venisse approvata definitivamente, non farebbe altro che far ulteriormente calare le vendite di auto nuove.

E' superfluo ricordare che se il mercato peggiora, i primi a rimetterci sono i lavoratori delle piccole aziende che appartengono alla filiera dell'auto, poi i dipendenti dei costruttori. E in ultima analisi tutti gli italiani, perché cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali provengono dalle tasche dei contribuenti. Per questo motivo le tre maggiori associazioni del settore hanno diffuso un comunicato congiunto in cui ribadiscono la loro netta contrarietà a qualsiasi nuova tassazione sulle auto. Ma soprattutto arriva anche il monito del Gruppo FCA, il quale in Italia detiene la maggiore quota di mercato, fatta soprattutto di auto piccole, proporzionalmente le più colpite da questa tassa insensata: rischia di saltare il piano produttivo per le fabbriche italiane.

 

Tassa sulle emissioni: FCA, se si conferma l'ecotassa rischiano le fabbriche italiane


Gruppo FCA

Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee del Gruppo FCA, ha scritto una lettera al Consiglio regionale del Piemonte, terra dove si trovano le maggiori fabbriche della Fiat. Pur senza dirlo espressamente, Gorlier lascia intendere in modo piuttosto chiaro che se l'ecotassa o tassa sulle emissioni dovesse essere confermata, l'intero piano di rilancio delle fabbriche italiane illustrato recentemente potrebbe saltare, o quantomeno essere profondamente ridimensionato.

Questo è ciò che dice la lettera: "Il sistema di bonus-malus inciderà significativamente sulla dinamica del mercato, in una fase di transizione del settore estremamente delicata, modificando le assunzioni alla base del nostro piano industriale. Se tale intervento fosse confermato fin dal 2019 si renderà necessario un esame approfondito dell'impatto della manovra e un relativo aggiornamento del piano. Negli ultimi giorni lo scenario è stato significativamente modificato da interventi sul mercato dell'auto in discussione all'interno della legge di Bilancio, che a nostro avviso alternano l'intero quadro d'azione all'interno del quale il piano per l'Italia era stato delineato". Chi vuole capire (se è in grado di farlo), capisca.

 

Tassa emissioni auto, industria nettamente contraria


L'11 dicembre i rappresentanti delle maggiori associazioni del settore automobilistico hanno incontrato a Roma il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 stelle e vicepresidente del Consiglio. Unrae (costruttori esteri in Italia), Anfia (filiera automobilistica) e Federauto (concessionari) hanno diffuso un comunicato congiunto dopo l'incontro. "Anfia, Federauto e Unrae ritengono che l’introduzione di una qualsivoglia forma di “malus” si tradurrebbe nel 2019 in una diminuzione delle vendite di auto nuove stimata tra l’8 ed il 12% rispetto alla chiusura del corrente anno - che già evidenzia un pesante rallentamento - con una conseguente perdita di gettito Erariale per mancati incassi da IVA e IPT stimabile in una cifra superiore a mezzo miliardo di euro".

Il comunicato prosegue ribadendo la posizione delle aziende: "Le associazioni ribadendo la loro netta opposizione all’attuale proposta contenuta nella manovra finanziaria approvata dalla Camera dei deputati che, così come impostata, si tradurrebbe inoltre in un serio fattore di destabilizzazione per il settore, mettendone anche a rischio l’occupazione, richiedono al ministro dello Sviluppo economico un supplemento di riflessione per indirizzare la politica nazionale verso la mobilità a basse emissioni sostenendo anche l’infrastrutturazione con una più capillare diffusione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, magari con la formula del credito d'imposta ampiamente utilizzato dalle famiglie italiane nel settore delle ristrutturazioni edilizie".

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