Guida assistita: gli americani si fidano troppo

Secondo l'American Automobile Association troppi guidatori negli USA credono che le auto con guida assistita possano guidare da sole.


guida assistita
Tra guida assistita e guida autonoma c'è una bella differenza, ma molti americani non lo capiscono e rischiano grosso. Lo rileva un sondaggio pubblicato pochi giorni fa dall'American Automobile Association (AAA), da cui emerge che il 40% degli americani crede che i sistemi di guida parzialmente automatizzati, come l'Autopilot di Tesla, il ProPILOT di Nissan o il Pilot Assist di Volvo, permettano all'auto di guidare da sola.

L'AAA ha anche testato questi sistemi e ha scoperto che in realtà non sono progettati per assumere il compito di guidare e possono entrare in difficoltà molto spesso a causa di condizioni molto frequenti come la segnaletica stradale carente, situazioni di traffico diverse da quelle previste dai modelli matematici o semplicemente veicoli fermi sulla carreggiata. La AAA, per questo, avverte i consumatori di non prendere alla lettera i nomi di questi sistemi e di non considerarli un sostituto del guidatore umano.

"Una terminologia vaga o confusa potrebbe indurre qualcuno a sovrastimare la capacità di un sistema, mettendo involontariamente in pericolo il conducente e altre persone sulla strada", spiega Greg Brannon, direttore della divisione Automotive Engineering and Industry Relations della AAA. Un problema, quello della confusione tra guida autonoma e guida assistita, che abbiamo più volte evidenziato anche qui su Autoblog.it.

La AAA ha voluto testare questi sistemi, prendendo quattro veicoli (una Mercedes-Benz Classe S del 2018, una Nissan X-Trail del 2018, una Tesla Model S del 2017 e una Volvo XC40 MY2019) dotati di tecnologie come il Cruise Control adattivo e il Lane Assist. I test (effettuati sia su circuito chiuso che su strada) hanno valutato le prestazioni degli ADAS in situazioni di guida tipiche in cui la tecnologia si è generalmente comportata come previsto.

Tuttavia, sia su circuito che in strada aperta al traffico si sono verificate numerose circostanze che hanno indotto questi sistemi ad agire in modo imprevedibile, richiedendo l'intervento del conducente per evitare una potenziale collisione.

Durante la guida su strade pubbliche, la AAA ha riscontrato che questi sistemi hanno perso efficacia incontrando scenari che includevano traffico moderato, strade curve e strade con intersezioni trafficate. I ricercatori hanno notato molti casi in cui il veicolo di prova ha riscontrato problemi a leggere la segnaletica orizzontale, ha gestito in modo errato la frenata, ha effettuato cambi di velocità imprevisti e ha tenuto distanze di sicurezza inadeguate.

Quasi il 90% degli eventi che hanno richiesto l'intervento del conducente erano dovuti all'incapacità del veicolo di prova di mantenere la posizione nella corsia. La natura irregolare e complessa dell'ambiente di guida reale ha rivelato le vulnerabilità di queste tecnologie. I test di AAA hanno rilevato che questi sistemi generalmente si comportano meglio in autostrada.

Durante i test a circuito chiuso le cose sono andate meglio, ma nello scenario in cui un veicolo di fronte cambiava corsia per scansare un terzo veicolo fermo, tre dei quattro veicoli di prova hanno richiesto un intervento del conducente per evitare l'incidente. "Un evento relativamente comune sulle strade, che potrebbe prendere di sorpresa coloro che sono diventati troppo dipendenti dalla tecnologia - commenta la AAA - I test su strada reale e quelli su circuito chiuso hanno evidenziato limiti diversi, ma ugualmente gravi".

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