MotorTrend prova la Maserati GranTurismo


Dopo Autocar, anche MotorTrend mette alla frusta la nuova bellissima gt italiana.

La prova si apre subito con quella che pare una dura critica all'aumento di peso e dimensioni, non bilanciato dallo scarso aumento di potenza rispetto al modello precedente e MotorTrend parla in termini un pò caustici di una sensuale seduttrice trasformatasi in una rotonda casalinga (!). Come se non bastasse, a peggiorare la cose ci si mettono le sospensioni più morbide e la nuova trasmissione automatica adottata in luogo della precedente manuale o sequenziale.

Ma ecco che l'atteggaimento ipercritico svanisce alla vista di ben otto GranTurismo allineate in una centralissima piazza di Bolzano, pronte per la prova: il corpo vettura, frutto di un perfetto cocktail di stilemi provenienti dalla A6 del 1947, dalla A6 GCS del '53 e dalla Birdcage, recente prototipo di Pininfarina, è seducente il doppio del modello che va a sostituire, con le sue forme muscolose ma non eccessive, che riassumono nei 488 cm di lunghezza decenni di puro stile italiano, ottenuto senza trascurare la cura per l'aerodinamica: il Cx infatti raggiunge un notevole valore di 0,33.

Non essendo mai riuscita nell'intento di contrastare efficacemente le vendite della Porsche 911, Maserati ha così deciso di cambiare rotta, puntando ora a tutta quella clientela che si rivolge alle varie Mercedes CL, BMW serie 6 e Jaguar XKR, auto alle quali non si richiedono accelerazioni vertiginose o assetto piatto in curva, ma un confortevole cambio automatico, una spinta sempre poderosa e -se possibile- due sedili posteriori che non siano solo di fortuna e che possano offrire anzi agli occupanti ogni tipo di comfort. Se aggiungete il fatto che ora il bagagliaio può ospitare un intero set di valige dedicate, realizzate da Salvatore Ferragamo, avrete il quadro completo della trasformazione subita dal coupè Maserati.

La meccanica è quella della Quattroporte, della quale la coupè è più corta di pochi centimetri e un pò più rigida nel comparto sospensioni. Quando ai facoltosi proprietari dovesse venire però l'ùzzolo della corsa, sarebbero assistiti dal tasto "Sport" che regola vari parametri tra cui le reazioni degli ammortizzatori, la risposta al gas e quella del cambio: la velocità aumenta addirittura del 40% raggiungendo il raggurdevole tempo di cambiata di 0.330 s. e le marce vengono tirate una dopo l'altra fino al regime di 7200 giri.

Tra gli equipaggiamenti più interessanti troviamo i proiettori allo xeno, il navigatore con lo schermo multifunzione da 7" ed un nuovo impianto audio Bose a 11 uscite, abbinato ad un adeguato HD da 30 giga, mentre per il Bluetooth bisognerà attendere la metà del prossimo anno. Ma forse quello che colpisce di più sono le possibilità di personalizzazione della vettura (andate a vedere il configuratore): con 10 tipi di pelle Frau, 13 colori per le cuciture dei sedili, 19 tinte esterne, quattro per il cielo dell'abitacolo, cinque per i tappetini e la possibilità di personalizzare ulteriormente gli interni con finiture in alluminio, varie essenze di legno o lamiera verniciata, si possono ottenere oltre quattro milioni di combinazioni differenti, il che significa che ogni GranTurismo venduta potrà essere teoricamente diversa dall'altra.

Ma veniamo alla prova vera e propria. Il teatro sono le stradine di montagna che conducono fino a Moena, dove curve e controcurve si alternano a piccoli paesini nei quali passare con un filo di gas, anche a causa degli ingombri del mezzo. Fuori dai centri abitati, a colpire è l'entusiasmante muggito baritonale dell'otto cilindri, di sicuro effetto, forse anche al di sopra delle sue reali (per carità, elevatissime) capacità, se i ragazzi di MotorTrend auspicano che venga realizzata una versione SS spinta dal 4.7 della 8C Competizione. Allo stesso modo dicono, il cambio potrebbe essere più rapido e reattivo.

Il carattere della gt italiana (la vettura provata era gommata Pirelli Pzero Rosso 285/40-19s per le ruote posteriori, 245/40-19s le anteriori), con il 51% del peso sull'assale posteriore è pressochè neutro se non lievemente sottosterzante, ed è praticamente impossibile metterla di traverso, anche con i controlli elettronici disinseriti: insomma un comportamento che senza far tremare i passeggeri, riesce a stampare un bel sorriso sulla faccia del pilota, anche grazie ad uno sterzo che trasmette una sensazione di controllo assoluto e ai dischi freno da 13" abbinati a pinze Brembo da quattro pistoncini.

Il verdetto finale è il seguente: Maserati ha convinto sotto tutti gli aspetti con questa nuova creatura, ma una cinquantina di cavalli in più sarebbero stati ben accolti, anche perchè avrebbero conferito ai quasi 1900 kg a secco della vettura un'indole diversa, con quel pizzico di cattiveria che non avrebbe guastato. Altri realizzeranno pure auto più potenti, scattanti o anche confortevoli in questo segmento, ma l'aura di charme ed esclusività che emana questo mezzo è cosa da pochi.

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