Bilancio Ferrari: utili su, titolo giù

Aumentano consegne, ricavi e utili, il debito diminuisce ma gli analisti non sono contenti e fanno cadere il titolo azionario. Obiettivi confermati. Portofino il modello migliore. Formula 1, Camilleri: "Il 2019 sarà migliore"

Il ritornello è sempre lo stesso: salgono ricavi e utili ma non al livello atteso dalle previsioni, allora il titolo azionario va giù; mai nessuno tra gli analisti che spiegasse come mai ha sbagliato le previsioni. Così è andata anche dopo la presentazione del bilancio Ferrari relativo al periodo giugno-settembre 2018, relazione illustrata il 5 novembre dall'amministratore delegato della casa di Maranello, Louis Carey Camilleri. I mercati sono sempre nervosi e anche un po' avidi. Comprensibile, dato che la finanza si basa sul mordi e fuggi, mentre l'economia industriale seria è fatta di pianificazioni, investimenti e duro lavoro, spesso con strategie di lungo termine. Anni. Gli speculatori delle borse invece ormai ragionano su ore e minuti, fra un drink e l'altro.

 

Bilancio Ferrari giugno settembre 2018: i numeri


Illustriamo in sintesi i numeri più importanti del bilancio Ferrari relativo al terzo trimestre 2018 (giugno-settembre). Sono state consegnate 2.262 vetture (erano 2.046 nel terzo trimestre 2017); ricavi netti 838 milioni di euro (836); utile netto 287 milioni (141). Per quanto riguarda debiti e liquidità, il debito netto riscontrato al 30 settembre 2018 è di 1.134 milioni, mentre la liquidità ammonta a 762 milioni. Quindi il debito industriale netto è di 372 milioni (342 se si escludono 30 milioni impiegati per il riacquisto di azioni proprie). Al 30 giugno era di 472 milioni, al 31 dicembre 2017 di 473 milioni.

In percentuale le consegne di auto nell'ultimo trimestre sono salite dello dell'11%, i ricavi dello 0,3% e l'utile netto del 105% rispetto al Q3 2017, mentre il debito industriale netto è calato del 21,4%. Il grande balzo dell'utile netto si spiega con l'effetto del "Patent Box". Si tratta di un'agevolazione fiscale concessa dallo Stato italiano alle imprese sui redditi derivanti dall'uso di brevetti e diritti di copyright in genere. Per quanto riguarda la Ferrari, l'effetto di questa legge si traduce in un risparmio di 141 milioni di euro per il trienno 2015-2017. Esso comporterà un'ulteriore liquidità aggiuntiva nel quarto trimestre. Calcolato in rapporto al pacchetto azionario, l'utile per azione ammonta a 1,52 euro contro 0,74 del Q3 2017; significa +105,4%.

Gli obiettivi per fine 2018 restano confermati: consegne oltre 9.000, ricavi oltre 3,4 miliardi, debito industriale netto sotto i 350 milioni, investimenti di circa 650 milioni. L'obiettivo di utile viene indicato solo sotto forma di "Adjusted EBITDA", in italiano "margine operativo lordo rettificato"; si tratta dell'utile (o perdita se negativo) calcolato prima di sottrarre interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti. La rettifica si compie sottraendo le componenti di bilancio di natura straordinaria; è una pratica contabile importante per valutare i risultati della gestione e confrontarli tra loro. Per Ferrari l'obiettivo Adjusted EBITDA a fine 2018 è confermato a oltre 1,1 miliardi di euro.

Dopo la comunicazione dei risultati della trimestrale Ferrari 2018, il titolo azionario alla Borsa di Milano ha chiuso la giornata del 5 novembre a -1,06%, mentre il 6 novembre ha viaggiato a lungo con un ulteriore -2%. Calo confermato anche a Wall Strett, dove il 5 novembre il titolo ha chiuso a -1,7%. Perché, se consegne, ricavi e utili sono aumentati e il debito è diminuito? Perché gli analisti si aspettavano ricavi di 873 milioni, non 838, e un Adjusted EBITDA di 282 milioni, invece dei 278 registrati in bilancio. Poiché il mondo è quello che è, invece di punire gli analisti che hanno sbagliato le previsioni, gli investitori (i quali si fanno consigliare dagli stessi analisti che sbagliano le previsioni) hanno punito l'azienda.

 

Vendite Ferrari: Portofino al top



Dal punto di vista delle vendite, il modello del Cavallino più importante del terzo trimestre 2018 è la Ferrari Portofino, insieme alla 812 Superfast. Le consegne di modelli con motore V8 sono aumentate di più rispetto all'incremento dei V12. Sono diminuiti invece i ricavi dalla vendita di motori a terzi, perché sono diminuite le vendite dei modelli Maserati. Sono cominciate le consegne della Ferrari 488 Pista, mentre sono in chiusura quelle della laFerrari Aperta.

Gli investimenti (gli accantonamenti di 650 milioni sopra citati) andranno prevalentemente nello sviluppo della produzione di motorizzazioni ibride. Per quanto riguarda infine la Formula 1, Camilleri ha dichiarato: "Il 2018 è stato un anno sfortunato, anche se è stato il migliore dal 2008. Faremo di tutto per vincere nel 2019. Sarà una stagione migliore".

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