Guida autonoma: a consegnare la posta ci pensano i robot

Dalla Norvegia alla Svizzera, passando per la Germania, i servizi postali hanno iniziato a servirsi della tecnologia di guida autonoma per far consegnare i pacchi a dei robot su ruote.

PostBot

In Norvegia le sperimentazioni sulla guida autonoma sono già realtà. Ma non nel campo automobilistico, bensì in quello del servizio postale. Già, perché Posten-Norge, il servizio nazionale, ha ingaggiato un robot per consegnare pacchi e lettere, che si muove liberamente e autonomamente per le strade, senza il supporto della presenza umana.

Il robot, una sorta di pacco con le ruote, è una creatura di Buddy Mobility, una startup norvegese con cui Posten-Norge collabora e messa in piedi da un gruppo di ingegneri, designer, ricercatori e sviluppatori, che ha le sue due sedi tra Oslo e la Baia di San Francisco. “Il nostro robot aiuta il servizio postale del Paese a risparmiare sui costi operativi per compensare le perdite nei ricavi dei volumi postali che con il tempo si sono drammaticamente ridotti”, afferma un portavoce della Buddy Mobility, “e allo stesso tempo il robot offre anche nuovi flussi di rendimento per quanto riguarda l'imballaggio dei pacchi e la loro spedizione”.

Ma un esempio di questo genere è rintracciabile anche in Germania, dove nella cittadina di Bad Hersfled si fa vedere il PostBot, robot elettrico portalettere al servizio della Deutsche Post, parte del gruppo DHL. In questo caso, però, il robot è solo d'ausilio ai postini in carne e ossa, che vengono accompagnati lungo i tragitti di consegna, trasportando un carico massimo di 150 kg (fino a 6 carrelli per volta): l'idea è della compagnia francese Effidence S.A.S. che ha costruito e personalizzato il robot proprio per lo staff di Deutsche Post, facendo in modo che questo si adattasse alle specifiche esigenze per il trasporto delle lettere e dei pacchi.

I sensori di cui è dotato rilevano le gambe del corriere che accompagna, riuscendo quindi a seguirlo autonomamente lungo tutto l'intero percorso previsto e programmato, durante il quale riesce ad aggirare gli ostacoli o fermarsi se necessario.

Il nostro staff compie delle performance lavorative notevoli ma sicuramente estenuanti” sostiene Jurgen Gerdes, CEO della divisione Post Parcel di Deutsche Post DHL Group: “Lavoriamo costantemente su nuove soluzioni che permettano ai nostri impiegati di svolgere questo lavoro in modo maneggevole anche andando avanti con l'età”.

Infine la Svizzera, tra l'ottobre e il gennaio scorsi, ha testato l'impiego di robot simili di nuovo per il servizio postale, i quali hanno portato a termine circa 200 consegne e coprendo quasi 800 km, senza avere problemi di sorta, neanche minime collisioni. In attesa, però, che la legge permetta i test di questi nuovi “portalettere su ruote” sulle strade pubbliche e senza la supervisione dell'uomo, ci si sta concentrando sull'impiego della stessa tecnologia ma, questa volta, per consegnare cibo all'interno degli edifici.

  • shares
  • Mail