Vendita Magneti Marelli: FCA la cede ai giapponesi

Annunciato l'accordo. La storica azienda di componentistica verrà venduta alla Calsonic Kansei per 6,2 miliardi di euro. I sindacati: occupazione in Italia garantita

Vendita Magneti Marelli

L'idea della vendita della Magneti Marelli da parte del Gruppo FCA era nelle possibilità fin da quando nello scorso aprile il consiglio di amministrazione aveva avviato un'operazione di "spin off", separazione dal resto delle attività, ancora durante la gestione di Sergio Marchionne. Forse nelle intenzioni del manager scomparso c'era il progetto di quotarla in borsa per valorizzarla meglio, allo stesso modo delle operazioni portate a termine con CNH Industrial prima e Ferrari poi. Ma dopo la morte di Marchionne la situazione ha preso subito la direzione opposta.

Il nuovo amministratore delegato del gruppo, Mike Manley, ha optato per la dismissione; nelle scorse settimane avevano cominciato a girare nomi di acquirenti, fino all'annuncio ufficiale, diffuso il 22 ottobre tramite un comunicato del Gruppo FCA. La Magneti Marelli verrà venduta alla corporation giapponese Calsonic Kansei. I mercati hanno reagito molto bene alla notizia. Nella mattinata del 22 ottobre la quotazione di FCA alla Borsa di Milano è salita anche del 6%, mentre Exor (la holding della famiglia Agnelli che controlla il gruppo) si è attestata su un guadagno superiore al 2%.

 

Vendita Magneti Marelli: dal 2019 alla Calsonic Kansei


L'operazione riguarda il business della componentistica per autoveicoli. Invece le attività nel settore della plastica resteranno ad FCA. La vendita della Magneti Marelli alla CK Holdings (la capogruppo di Calsonic Kansei Corporation) verrà conclusa nella prima metà del 2019, previa approvazione da parte delle autorità. Il controvalore dell'operazione è di 6,2 miliardi di euro. Al termine della cessione nascerà la società Magneti Marelli CK Holdings. Le attività congiunte dei due soggetti rappresentano un fatturato di 15,2 miliardi di euro, il che fa della nuova società il 7° gruppo indipendente mondiale nel settore (sempre in base al fatturato).

La nuova entità comprenderà quasi 200 fabbriche fra Europa, America, Giappone e il resto dell'Asia. Magneti Marelli CK Holdings sarà guidata dall'attuale amministratore delegato di Calsonic Kansei, Beda Bolzenius. Il CEO attuale di Magneti Marelli, Ermanno Ferrari, entrerà nel consiglio di amministrazione della nuova società.

Il CEO di FCA, Mike Manley, ha dichiarato: "Negli ultimi anni la nostra industria ha attraversato un periodo di forti cambiamenti e la prossima fase sarà ancora più dinamica. È entusiasmante creare una solida piattaforma per Calsonic Kansei e Magneti Marelli sulla quale lavorare insieme e creare un fornitore automobilistico competitivo che si trova in una posizione estremamente favorevole per entrare nella Top Ten globale. Insieme beneficeremo di una presenza geografica e di linee di prodotti complementari, mentre i nostri rispettivi clienti beneficeranno di un maggiore investimento in persone, processi e nuovi prodotti innovativi".

La nota diffusa da FCA aggiunge anche che "FCA ha inoltre sottoscritto un contratto di fornitura pluriennale che rafforzerà ulteriormente una relazione di mutuo beneficio sia per le gamme di offerta in crescita di Magneti Marelli che di FCA e che sosterrà le operazioni di Magneti Marelli in Italia, ben posizionandole per una continua crescita e successo nel futuro".

E' proprio il futuro della presenza italiana di Magneti Marelli l'aspetto che più interessa i sindacati. La sede dell'azienda oggi si trova a Corbetta, in provincia di Milano. In una nota, il sindacato FIM-CISL ha diffuso una dichiarazione del suo segretario generale, Marco Bentivogli: "La nuova società risultante da Magneti Marelli più Calsonic è una notizia importante perché consente di crescere e raddoppiare l’economia di scala di Magneti Marelli. Per diversi anni, almeno cinque, manterrà la nuova società come fornitore e la sede a Corbetta che resterà il quartier generale del Gruppo per l’Europa. Importante in questo senso la garanzia su tutta l’occupazione attuale localizzata nel nostro Paese. L’accordo prevede la salvaguardia integrale della forza lavoro, su cui vigileremo affinché l’operazione sia una grande occasione di crescita".

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