Formula 1 GP USA 2018: il commento della gara

Il commento dell'emozionante gara di Austin vinta da Kimi Raikkonen.

Formula 1-GP USA 2018 - commento della gara

Nel Texas di John Wayne, con bandiere sventolanti grandi come la Basilicata, vincono i forestieri e sbagliano gli sceriffi del far west moderno. Il COTA è un circuito difficile, veloce, “demanding” come dicono i bravi. Il venerdì è stato inutile causa pioggia. Si improvvisa quindi sabato, alla ricerca del miglior set up e strategia. Qualifica spumeggiante, Ham fa il suo lavoro ed, al solito, lo fa bene. Ma le Rosse son tornate.

Formula 1 GP USA 2018 Commento della gara

Domenica la Pirelli tira fuori un altro colore dal suo Pantone, non cambia le mescole ma cambia la pressione minima di gonfiaggio. Sui curvoni in appoggio le gomme scaldano troppo, alzano di 15 psi la minima per limitare il movimento della carcassa e generare meno calore. Saltano le già poche simulazioni e strategie di gara. Mercedes, da sempre penalizzata dalla gestione delle gomme posteriori, tenterà una strategia a due soste con Hamilton, incoraggiati dal regime di VSC.

Formula 1 GP USA 2018 - commento della gara

La gara. Stupenda innanzitutto. Raikkonen, libero da giochi di squadra e di potere, si regala una vittoria perfetta nell’anniversario del suo mondiale con la Ferrari. Vince a modo suo, col talento cristallino e la capacità di gestire le gomme meglio di chiunque altro, la stessa sensibilità che gli permise di lottare per il mondiale con la Lotus al suo rientro dopo l’avventura rallystica, col WRC ed americana, coi pick up della Nascar. Immenso. Immortale. Kimi, insomma.

GP USA 2018 - Commento della gara

Secondo posto per Verstappen, finalmente tornato Max, partito diciottesimo. Al solito costante, devastante, senza una sbavatura, sia nella guida sia nella gestione di gara, seppur con parecchi cavalli in meno di quei due che si stanno giocando il mondiale. Lo attendiamo l’anno prossimo con un motore degno del suo talento. E saranno fuochi d’artificio.

GP USA 2018 - Commento della gara

Hamilton, buca decisamente la gara della consacrazione. Mancano velocità e coraggio, Seb col suo errore aveva convinto Toto Wolff a raddoppiare le scorte di champagne in frigo per i festeggiamenti ma il suo piede di piombo è divenuto alluminio forato, perdendo gara e sorpasso su Verstappen, che avrebbe sancito il suo mondiale.

Seb. Povero Seb. Vede le stelle. Sul patriottico suolo Texano. Sulla calotta del suo casco. Nell’imbottitura del suo casco. Nelle sue sinapsi, come nei cartoni animati Disney. Sbaglia di nuovo. Altro testacoda. Secondo me non si è nemmeno toccato con Ricciardo. Ma ciò che spiace maggiormente è l’accanimento mediatico contro di lui. Oramai è un gioco al massacro, tutti parlano e sparlano, lo definiscono un ebete praticamente. Non è un momento facile per lui umanamente e la Ferrari ha anche le sue colpe. Ma lui, comunque, ci prova, attacca, azzarda. Sbaglia anche, ovvio. La fortuna non lo assiste. Ed il mondiale si vince coi punti pesanti. Ma è un Campione comunque, un talento, un bomber insomma.

GP USA 2018 - commento della gara

La griglia è piena di Ericsson, di Bottas, di Coulthard, di Patrese, di Capelli, di Hill, di Barrichello…Il mondiale è perso ma ci ha fatto gioire e disperare, ci ha regalato una stagione esaltante. E sta lottando contro un altro campione eccezionale ed un team infallibile. Insomma, apprendisti stregoni, anche meno.

Stupisce la pioggia di penalizzazioni e di squalifiche. La federazione è stata influenzata dal rigore statunitense oppure è iniziata la guerra alla complessità regolamentare? Due indizi sono una coincidenza ma Ocon e Magnussen sono spinti da Mercedes e Ferrari, i due contrari al cambio regolamentare anticipato. Siamo nel Far West, occhio alla penna….

GP USA 2018 - Commento della gara

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