Guida autonoma: Rolls-Royce e Intel insieme per l'ingegneria navale

La casa di lusso britannica, che si spende da tempo anche per la guida autonoma applicata alla navigazione, ha ufficializzato la partenrship con l'americana Intel.

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Rolls-Royce, il marchio automobilistico britannico, da sempre sinonimo di lusso sta diventando anche sinonimo di guida autonoma applicata all'ingegneria navale. E per ribadire la sua presenza nell'ambito della suddetta tecnologia, ha da poco ufficializzato la partnership con Intel, la multinazionale statunitense leader nel campo informatico.

Le due compagnie lavoreranno al perfezionamento del sistema di intelligenza artificiale Intelligent Awareness che Rolls Royce sta sperimentando dall'inizio del 2018 sulle navi con (ancora) l'equipaggio: “questa collaborazione ci aiuterà a dare un supporto ai proprietari di navi nell'automazione delle loro operazioni di navigazione” ha dichiarato Kevin Daffey, Direttore della divisione Ship Intelligence di Rolls-Royce, “riducendo così il rischio di errore umano e permettendo soprattutto all'equipaggio dell'imbarcazione di concentrarsi su aspetti più importanti”.

Il sistema in questione è costituito da una rete di videocamere, radar, LiDAR, tutte gestite da un programma centrale, il quale rileva gli ostacoli che intercorrono sulla propria rotta, come ad esempio altre navi, inviando un richiamo di allarme all'equipaggio. Grazie al lavoro congiunto con Intel, il sistema sfrutterà unità di memoria allo stato solido chiamate 3D NAND per immagazzinare tutte le informazioni ricevute dalla rete di videocamere e radar, fino alla quantità di 1 terabyte al giorno.

La tecnologia di guida autonoma in via di sviluppo consentirà, in modo sempre più attendibile, di riconoscere gli ostacoli in avvicinamento, distinguendoli in base alla categoria in navi, petroliere, imbarcazioni da diporto, navi da crociera o rimorchiatori; inoltre, garantirà una buona visibilità anche in condizioni meteorologiche più avverse, combinando i dati forniti dalle diverse fonti (radar, LiDAR, ecc), ma soprattutto sarà molto utile in fase di ormeggio o attracco. In quelle situazioni, infatti, non saranno più necessari gli operatori a terra che forniscono indicazioni su eventuali pericoli durante le manovre, perché interverranno segnali digitali dalle videocamere e dai radar a dare informazioni e misurazioni in tempo reale.

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Il brand britannico sta lavorando allo sviluppo della guida autonoma applicata alle navi dal 2010, annunciando, lo scorso anno, che il primo modello di nave autonoma sarebbe stata lanciata già dal 2025: intanto, la tecnologia è in fase di sperimentazione su piccoli gruppi di imbarcazioni, compreso un traghetto in Giappone.

La navigazione autonoma, però, comporta dei problemi che sono forse più complessa risoluzione rispetto al “semplice” sviluppo di un software: infatti ad un sito d'informazione americano, Kevin Daffey ha dichiarato che ora la vera sfida sarà creare una legislazione internazionale che regoli l'impiego di questa tecnologia. “Entro i prossimi 18-24 mesi, saremo in grado di vedere i primi modelli navali guidati da remoto” assicura Daffey, “ma questi si troveranno in acque costiere in modo tale che i Paesi in cui si trovano possano regolarne autonomamente la legislazione”, quindi per far sì che le navi a guida autonoma attraversino acque oceaniche bisognerà attendere che vengano stilati e approvati dei codici di navigazione comune. Accordi comuni o meno, resterà comunque difficile vedere delle petroliere navigare in modalità completamente autonoma tanto presto.

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