Guida autonoma Volkswagen: 30 anni di ricerca

Dalla Golf che sterzava da sola negli anni '80 alla Passat con i radar, fino al veicolo robot Sedric per il livello 5. Gli studi vanno avanti con impegno sempre maggiore

Guida autonoma Volkswagen

Dalla Golf II che sterzava da sola al prototipo robot Sedric: la ricerca sulla guida autonoma da parte della Volkswagen va avanti da più di 30 anni. Il primo esperimento fu a metà degli anni '80. L'allora direttore del dipartimento di ricerca e sviluppo del gruppo di Wolfsburg, Walter Zimdhal, ebbe l'idea di usare una telecamera televisiva portatile e collegarla ad un impianto di sterzo elettrico; le immagini provenienti dalla telecamera sarebbero state interpretate da un microprocessore, il quale le avrebbe convertite in segnali di controllo da inviare allo sterzo.

Tutto questo in un'epoca in cui la potenza di elaborazione dei processori era infinitesimale rispetto a quella odierna. Inoltre non esistevano ancora gli sterzi elettromeccanici. Quindi fu collegato un motore elettrico alla colonna dello sterzo. La lente grandangolare della piccola telecamera (che era installata sul parabrezza, davanti allo specchietto retrovisore, proprio come oggi) riprendeva una zona compresa fra 4 e 25 metri di fronte al veicolo. La valutazione dell'immagine era basata sul contrasto fra la segnaletica orizzontale e la superficie stradale. Fu così che la Golf riuscì a sterzare da sola anche a velocità di 100 Km/h.

Il secondo importante passo evolutivo verso la guida autonoma della Volkswagen arrivò nel 2008. Un prototipo di Passat chiamato Caroline venne utilizzato per dimostrare la possibilità d'integrazione fra telecamere, laser e radar, in un progetto in collaborazione con l'università di Braunschweig. Due anni dopo, un altro prototipo di Passat, battezzato Leonie, era in grado di muoversi in modo indipendente nel traffico cittadino.

Tutti sistemi che oggi troviamo su molte auto di produzione, in quella categoria di apparecchiature che chiamiamo sistemi di assistenza alla guida. Nel frattempo la ricerca va avanti. La prossima frontiera sarà la guida autonoma totale, tecnicamente definita di livello 5. Dove cioè il veicolo è sempre in grado di procedere automaticamente in ogni circostanza, al punto che non è nemmeno necessario installare volante e pedaliera. Ci vorranno ancora diversi anni; intanto Volkswagen prosegue negli esperimenti. Il suo prototipo attuale si chiama Sedric, acronimo di Self-Driving Car. E' un vero e proprio veicolo robot.

Un altro tassello per approfondire la ricerca è stato piantato in questi giorni. Infatti il Gruppo Volkswagen ha appena acquisito una quota azionaria di minoranza dell'azienda tedesca FDTech. Si tratta di una start-up, essendo stata fondata nel 2017. Sviluppa appunto algoritmi per sistemi nel campo della guida autonoma e altamente automatizzata. Il suo focus è però proprio sulla fattibilità di questi sistemi per l'uso su veicoli di regolare produzione di serie.

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