Formula 1, GP Belgio 2018: il commento della gara di Spa

Il commento della gara di Spa: tredicesimo appuntamento del Mondiale 2018 di Formula 1.

Formula 1 - GP Belgio 2018 - Spa Francorchamps - Podio

Gran Premio di Spa, il tracciato più bello, più tecnico e più selettivo per qualsiasi pilota. Si inizia con una Ferrari in palla e col suo Kimi, sempre pimpante al venerdì. Purtroppo, tra vecchiaia e sfiga, si sgonfierà durante l’arco del weekend, è una certezza. Inoltre Mercedes e Ferrari montano le nuove specifiche di motore, leitmotiv noioso della stampa specializzata.

Gli altri staccatissimi. Invece è interessante sottolineare come le due scuderie siano diametralmente opposte nell’affrontare il weekend di gara. La Ferrari decide di procedere con un’aerodinamica molto scarica, la Mercedes invece utilizza un medio carico.

GP Belgio 2018 - Raikkonen

Iniziano le qualifiche, i cameracar sono impressionanti, le velocità di percorrenza nei saliscendi belgi fanno accapponare la pelle e non parliamo della gloriosa Eau Rouge che si fa in pieno oramai da anni ma stupisce la percorrenza nelle doppia sinistra in discesa di Pouhon e, soprattutto, Vettel che fa in pieno il Blanchimont su pista umida. Chapeau.

Tutto come da copione, la lotta è ristretta tra i due ferraristi ed Hamilton, Bottas è un filo più staccato, già sa che dovrà partire con una forte penalità a causa del cambio motore.  Gli altri, staccatissimi e capitanati dal solito Max, sempre più concreto e sempre più idolo delle folle. Oramai Ricciardo è un fantasma, sia nei box sia in pista.

Q2 tiratissima, i magnifici 3 racchiusi in mezzo decimo.  Finalmente cade il record posticcio della Porsche 919 EVO, una LMP1 senza restrizioni anzi evoluta senza vincoli regolamentari. Una meravigliosa idea tecnologica ma priva di senso.

In pratica è come gareggiare sui 400 metri ove la F1 è il podista e la 919 EVO, il ciclista. Si attende la Q3 per capire chi ne ha di più, Lewis e Seb si braccano. Piove. Cambia intensità. Si attende che asciughi. Non succederà. Tutti vanno nel pallone, addirittura Raikkonen e le due Red Bull rimangono senza munizioni, ossia benzina, per tentare un assalto durante gli ultimi due giri disponibili, i meno bagnati, togliendo verve alle qualifiche.

Formula 1-GP Belgio 2018 - Spa Francorchamps - Hamilton Q3

Lewis firma un pole position strepitosa, Vettel attonito nell’abitacolo, Arrivabene bestemmia chiaramente Giove Pluvio ed altre divinità, emerge dalla pioggia e dal crack finanziario la nuova Racing Point Force India e colora di rosa la seconda fila, poi Grosjean, i “garagisti” Raikkonen, Vertsappen e Ricciardo, decimo MagnussenHamilton si dimostra ancora capace di tirare fuori dal suo cilindro magico velocità e capacità di adattamento quando le previsioni, le simulazioni e le pianificazioni saltano.

E’ la sua più grande qualità. Il suo fiuto in qualifica non sbaglia mai, nel penultimo giro utile ha fatto un errore al Bus Stop che lo ha rallentato, ha rallentato ulteriormente per lanciarsi all’ultimo istante utile per trovare la pista più asciutta ed ha afferrato la pole di forza, di talento e di astuzia. Il maggior carico aerodinamico della sua Mercedes ha fatto il resto. Vettel nelle interviste sembra spaesato, spompo, quasi rassegnato alla sfiga che lo cerca col lanternino. Cerca di dissimulare lo scoramento chiacchierando con Ocon, ottimo terzo.

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Parte la gara, il sole splende. Gli occhi di tutti sono puntati sulla prima fila, ci sono due giganti che si giocano gara, mondiale ed onore. Qualcuno tiene d’occhio anche i due rosa là dietro, magari regalano qualche fuoco d’artificio, soprattutto Perez che mastica amaro da ieri, il suo compagno di squadra si è conquistato la conferenza stampa riservata alle prime tre posizioni e Sergio a queste cose ci tiene molto.

Pronti via! Lewis spinge praticamente sul prato Vettel ma i fuochi d’artificio arrivano proprio da chi non te lo aspetti: Hulkenberg. Il tedesco tutto disciplina e concretezza dimentica di frenare e piomba su Alonso che decolla ed atterra sul povero Leclerc. E’ una parabola meravigliosa e perfetta: il presente, il passato ed il futuro si travolgono a vicenda.

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Mentre la carambola si ferma senza conseguenze fisiche, Lewis e Seb hanno già terminato il GP. Seb, dopo essere stato spedito quasi fuori pista da Lewis, riparte fortissimo da La Source sfruttando il suo punto di corda ritardato indotto dalla manovra di Ham ed arriva all’Eau Rouge come una palla di cannone. Dimostra di avere anche palle di acciaio tenendo il gas aperto in scia alla Mercedes e sbuca dal Raidillon con una velocità doppia rispetto ad Hamilton, affiancandolo sul lungo rettilineo in salita del Kemmel. Alla staccata si presenteranno in quattro, aperti a ventaglio, sembra una scena Hollywoodiana.

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Passa Vettel di forza, di grinta, di voglia di vincere, di rivalsa verso una fortuna che guarda sempre altrove. Poi Ham, che ha perso la posizione e la dignità. Perez passa Ocon. Safety Car, gara finita in parole povere. Saranno 44 giri di gestione per Seb, 44 giri di rincorsa inutile per Ham. Finirà la gara cercando mappature e miscelazioni per qualche oscuro motivo, Melbourne docet. Sul podio ci sarà anche Verstappen, mostruoso come sempre.

Seb scenderà dall’auto vincente e radioso, Hamilton sconfitto. La sua immagine con le mani conserte dietro la schiena mentre osserva la Ferrari è emblematica. E’ svuotato, scoraggiato, indifeso, sembra un qualsiasi pensionato che osserva un cantiere qualsiasi.

La sua intervista dopo gara punta il dito contro la Ferrari e la favoletta del presunto trucco sul pacco batterie, dice di essere stato sverniciato sul rettilineo, di non essersi quasi accorto della Ferrari. Lewis “Hollywood” cerca di fuorviare ciò che sa benissimo: Seb è stato più bravo, più determinato. Lo ha umiliato, ha migliorato ciò che Hakkinen fece con Schumacher. Chi sostiene che lo abbia passato grazie alla nuova specifica di motore è un idiota o bugiardo. La felicità di Seb è contagiosa nel dopo gara.

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Ringrazia la squadra, i motoristi, balla e canta l’inno italiano. Un vero uomo squadra. Da sottolineare il team radio in qualifica, durante la confusione del cambio gomme.
"STOP! STOP!. You are scratching the floor. F*ck. Che c*zzo fai” Concentrato sempre, determinato, attento ai dettagli anche nei momenti più delicati, concitati, da nevrosi. Seb se lo merita questo mondiale.

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