Ferrari trimestrale 2018: utili da record ma il titolo crolla

La società di Maranello ha presentato i risultati di bilancio del secondo trimestre e del primo semestre 2018. Nonostante la forte crescita nell'utile netto, la quotazione in Borsa è crollata

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L'ennesima dimostrazione di quanto il mondo della finanza sia (pericolosamente) staccato da quello dell'economia reale: i numeri del bilancio Ferrari trimestrale 2018 sono eccellenti, però il titolo azionario è crollato, apparentemente perché gli obiettivi dichiarati per il 2022 sarebbero troppo ambiziosi.

Mercoledì 1° agosto il nuovo amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, ha illustrato in una conference call i risultati economici del secondo trimestre e primo semestre 2018, l'ultimo bilancio parziale firmato dallo scomparso Sergio Marchionne.

La nota diffusa dall'azienda sui risultati trimestrali e semestrali si è conclusa proprio con una dedica al grande manager morto il 25 luglio: "Siamo addolorati per la perdita di Sergio Marchionne e i nostri pensieri vanno ai suoi cari. La Società conferma l’impegno a perseguire i valori da lui incarnati e a realizzare la sua visione con immutata determinazione, ambizione e passione, nel solco dell'eredità di Enzo Ferrari".

Si parla di una "trimestrale record" a ragion veduta: nei tre mesi da aprile a giugno 2018 l'utile netto è aumentato del 18,1% rispetto allo stesso periodo del 2017; ora ammonta a 160 milioni di euro. I ricavi netti ammontano a 906 euro, in calo dell'1,6%; tuttavia se si calcolano a cambi costanti, si ottiene un aumento dell'1,4%.

A proposito delle vendite, sono state consegnate in questo arco di tempo 2.463 auto, pari ad una crescita del 5,6. L'aumento delle consegne è stato trainato soprattutto dai modelli con motore V12 (+22,6%), mentre i V8 hanno fatto salire le proprie consegne dell'1%. La vettura che ha guidato le vendite è stata la 812 Superfast, mentre è la famiglia 488 ad andare più forte tra i V8.

Per quanto riguarda la dislocazione geografica delle vendite, la parte del leone spetta alla Cina (incluse Hong Kong e Taiwan), +26,4%. L'America (intero continente) è cresciuta del 6,6%, area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) +7,2%.

Anche i risultati a livello di semestre sono lusinghieri. Da gennaio a giugno 2018 l'utile netto è salito del 19% rispetto ai primi sei mesi del 2017; ora è di 309 milioni di euro. I ricavi netti sono sostanzialmente stabili, 1,737 miliardi (-0,3%). Stabile anche l'indebitamento industriale netto, 472 milioni contro i 473 del 2017. Le consegne di auto ammontano a 4.591 unità, +6%.

Gli obiettivi della Ferrari per la fine del 2018 vengono confermati. A Maranello si attendono oltre 9.000 consegne di auto, ricavi netti 3,5 miliardi, utile netto 595 milioni, indebitamento netto 335 milioni. Poi Camilleri ha parlato degli obiettivi al 2022, che prevedono utili a 2 miliardi. Ha detto: "Credo che anche se ci sono dei rischi, ci sono anche delle opportunità. I target sono ambiziosi ma faremo di tutto per raggiungerli".

E a questo punto sono cominciate le vendite in massa in borsa. Alla chiusura delle contrattazioni del 1°agosto, il titolo Ferrari (che ha come codice nel listino il suggestivo "RACE") ha perso il 9% a Milano. E' andata meno peggio a New York, dove il calo è stato "solo" del 2%.

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