Auto elettriche: in UK la ricarica costerà di più (o di meno?)

L'Autorità per l'Energia del Regno Unito annuncia la riforma delle tariffe per la ricarica delle auto elettriche, saranno penalizzate?


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Nel Regno Unito circolano circa 160 mila auto elettriche o ibride plug in e nel giro di pochi anni diventeranno molte di più, mettendo a dura prova la stabilità della rete elettrica quando saranno in fase di ricarica. Per questo Ofgem, cioè l'Office of Gas and Electricity Markets equivalente alla nostra Autorità per l'energia elettrica e il gas (che ultimamente ha cambiato nome in ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha proposto una riforma delle tariffe.

L'idea è quella di incentivare la ricarica serale e notturna, proponendo tariffe più vantaggiose a chi decide di ricaricare la propria auto elettrica in un orario lontano da quello del picco dei consumi (approssimativamente tra le 4 e le 6 del pomeriggio).

O, se preferite guardare l'altro lato della medaglia, di far pagare di più a chi non rinuncia alla ricarica in quella fascia oraria.

Spiega Ofgem: "Il nostro sistema energetico sta attraversando trasformazioni radicali, con nuove tecnologie che si diffondono come gli accumuli con batterie, le auto elettriche e le pompe di calore. Non pensiamo che l'approccio attuale di allocazione e uso della capacità sulle reti elettriche possa offrire le migliori opportunità ed essere adeguato per le sfide che ne derivano. Crediamo che sia fortemente necessario valutare nuove soluzioni che potrebbero alla fine risultare in bollette più basse per i consumatori".


Un modo abbastanza complesso per dire "No, non ce la facciamo a gestire tutta questa richiesta di energia contemporaneamente". Non potendo modificare direttamente le tariffe elettriche (Ofgem è un ente pubblico, non una società che vende energia sul mercato), l'Autorità britannica ha trovato il solito escamotage per far pagare di più: modulare gli oneri di sistema.

Gli oneri di sistema sono quella parte del costo complessivo del chilowattora che tutti paghiamo, in egual misura e a prescindere da chi sia il nostro fornitore di energia.

Spiega (male e restando volutamente nel vago) Ofgem: "Attualmente una famiglia può installare un caricabatterie EV (o altre fonti di domanda, come una pompa di calore) senza dover richiedere una connessione alla rete più potente e la fornitura può essere erogata data la presenza del fusibile nel contatore. Gli oneri di sistema annuali pagati da questa famiglia non rifletteranno accuratamente quanto le scelte fatte in merito a quando (orario di punta o non di punta) e in che modo (ricarica rapida o standard) viene ricaricata l'auto elettrica poi influiscono sulla necessità di effettuare costosi potenziamenti della rete".

Tradotto: o ricarichi nell'orario di punta, o in piena notte, al momento gli oneri di sistema che paghi sono uguali ma il tuo impatto sulla rete elettrica è molto diverso.


Poi Ofgem avanza la proposta: "Le nostre proposte miglioreranno l'accuratezza di queste tariffe per gli utenti di EV e forniranno loro l'opportunità di ridurre le loro tariffe di rete, se sono disposti a essere flessibili su quando, dove e come ricaricare i loro veicoli elettrici".

Ma, alla fine, ricaricare un'auto elettrica costerà di meno o di più? Per (non) rispondere a questa domanda vi lasciamo con i due titoli con cui altrettanti big dell'informazione britannica hanno lanciato questa notizia oggi pomeriggio.

La BBC (pubblica, statale e pagata con il canone come la nostra Rai) titola "Auto elettriche: la ricarica flessibile punta a tagliare i costi", mentre The Guardian (privato e storicamente di orientamento Liberal, mentre al Governo c'è la conservatrice Theresa May) titola: "I conducenti britannici di auto elettriche dovranno pagare di più per caricare nelle ore di punta".

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