Bollo auto storiche: chi paga, regione per regione

La legge voluta da Renzi nel 2015 ha distrutto il valore delle auto e moto tra 20 e 29 anni. In alcune regioni si paga tutto e in altre molto meno o nulla. L'elenco dettagliato

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Uno dei tanti "regalini" del governo di Matteo Renzi agli italiani è stato il cosiddetto bollo sulle auto storiche, mai tolto da Gentiloni e per il momento neanche dal governo Conte, nemmeno del resto pare esserci traccia della volontà di abolirlo. Parliamo della legge di stabilità 2015 (formalmente la legge numero 190/2014), in cui è stata abolita l'esenzione dal bollo auto di cui godevano i veicoli di età compresa tra 20 e 29 anni, se registrate ad un registro storico. Tale esenzione era stata introdotta nel 2000, per veicoli di particolare interesse storico e collezionistico.

Una legge di particolare cattiveria oltre che controproducente in termini di gettito fiscale. Infatti l'unica, negativa e grave, conseguenza è stata la vendita in massa all'estero o la rottamazione di quei veicoli. Oltre alla fuga dai club di auto storiche. Ancora peggiore, sebbene giuridicamente legittimo, è l'accanimento mostrato dal governo contro quelle regioni che avevano tentato di contenere gli effetti di questa nefasta legge. Parliamo dei ricorsi intentati presso la Corte costituzionale, e vinti, contro Veneto, Umbria, Basilicata e Sicilia.

Però il pasticcio è complicato dal fatto che comunque alcune regioni godono di agevolazioni sulle auto ventennali e altre no. Questo perché lo Stato non ha presentato un ricorso contro quelle regioni che avevano approvato una propria legge prima che entrasse in vigore quella nazionale, cioè Lombardia ed Emilia Romagna, oltre alla Provincia autonoma di Bolzano.

Ma se il bollo auto, tecnicamente la tassa di proprietà dei veicoli, è incassato dalle regioni, perché queste non possono decidere autonomamente quali veicoli esentare? Perché la Corte costituzionale non vuole. O meglio, lo vieta la Costituzione, agli articoli 117 e 119. La Consulta è intervenuta in materia nel 2003 e, nel caso in questione, tre volte nel 2016 e una nel 2017 bocciando le apposite leggi regionali di Umbria e Basilicata (sentenza numero 199 del 21/7/2016), Veneto (242 del 22/11/2016) e Sicilia (133 del 7/6/2017). La sintesi è: il bollo auto è una tassa istituita dallo Stato, non dalle regioni. Quindi le regioni non possono modificarne il presupposto né introdurre nuove agevolazioni.

L'unica eccezione è Trento. Qui la Corte costituzionale (sentenza 118 del 22/5/2017) ha respinto il ricorso dello Stato. Perché Trento è una Provincia autonoma a cui è attribuita la competenza in materia fiscale, quindi anche la tassa automobilistica. La situazione ora è definitiva, non ci sono più ricorsi pendenti e non è più possibile presentarne di nuovi. Governo batte regioni 4-1.

Nel resto dell'Italia, indipendentemente dall'iscrizione ad un registro storico o meno, tutti i veicoli immatricolati da meno di 30 anni devono pagare il bollo auto, un tanto al kilowatt, a seconda della classe d'inquinamento indicata sulla carta di circolazione. I soliti pasticci legislativi hanno dunque creato una situazione in cui ci sono alcune regioni più fortunate delle altre, o meno sfortunate, a seconda dei punti di vista. Riepiloghiamo allora la situazione regione per regione.


Regioni senza alcuna agevolazione


Nelle seguenti regioni i veicoli tra 20 e 29 anni pagano interamente il bollo auto.

Abruzzo; Basilicata; Calabria;

Campania; Friuli-Venezia-Giulia; Liguria;

Marche; Molise; Puglia;

Sardegna; Sicilia; Valle d'Aosta; Veneto.

Regioni con agevolazione parziale


Piemonte: agevolazione del 10% per tutti i veicoli ultraventennali.

Toscana: agevolazione del 10% per tutti i veicoli ultraventennali.

Lazio: agevolazione del 10% per i veicoli iscritti ai registri storici ASI ed FMI.

Umbria: agevolazione del 10% per i veicoli iscritti ai registri storici ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI, RIVS.

Regioni con esenzione


Queste regioni consentono ai veicoli tra 20 e 29 anni di età (non adibiti ad uso professionale) esenzioni o agevolazioni importanti.

Emilia-Romagna: i veicoli ultraventennali iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e FMI pagano solo una tassa di circolazione, pari a 25,82 euro per le auto e 10,33 per le moto.

Lombardia: non pagano alcuna tassa di proprietà né tassa di circolazione i veicoli ultraventennali iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI.

Provincia autonoma di Bolzano: agevolazione del 50% per tutti i veicoli ultraventennali.

Provincia autonoma di Trento: i veicoli iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI, Registro storico ACI, pagano solo una tassa di circolazione di 25,82 euro per le auto e di 10,33 per le moto.

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