Dazi auto: General Motors contro Trump

Il Gruppo di Detroit ha preso una netta posizione contro i dazi doganali proposti dall'amministrazione Trump.

Donald Trump

La telenovela sui dazi auto, innescata dalla politica protezionistica del Presidente USA Donald Trump si arricchisce di un nuovo capitolo, data la netta presa di posizione della General Motors contro le imposte di America First. Secondo il principale Gruppo automobilistico americano, le annunciate barriere tariffarie del 20% o 25% sulle vetture e la relativa componentistica d'importazione, provocheranno il classico effetto boomerang, ritorcendosi contro l'occupazione e le politiche di espansione dell'azienda.

Come riportato dal Sole24Ore, questi provvedimenti determineranno "meno investimenti, meno posti di lavoro e salari più bassi". GM ha anche sottolineato che a farne le spese saranno probabilmente i consumatori meno abbienti, visto che i rincari più sensibili si avvertiranno soprattutto sulle auto più economiche sul mercato. Ciò provocherebbe una riduzione della domanda e la conseguente frenata della produzione. Un mix che, letteralmente, porterà ad una "Gm più piccola".

Come già vi avevamo anticipato, le tensioni commerciali iniziate con la "nemica" Cina, prima vittima dei dazi americani, si stanno rapidamente espandendo a livello globale anche verso gli alleati storici: contro l'Unione Europea, che secondo Trump è stata creata apposta in funzione anti-americana, e contro Canada e Messico, con in quali Washington è impegnata in polemici negoziati per riformare l'accordo nordamericano di libero scambio, NAFTA.

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