Guida in stato di ebbrezza: assurda sentenza a Lecce

Dal Giudice di Pace di Lecce ecco una sentenza sulla guida in stato di ebbrezza che senz'altro farà discutere.

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Purtroppo è uno dei grandi classici dei weekend italiani: centinaia di automobilisti, perlopiù giovanissimi, pizzicati e di conseguenza sanzionati per guida in stato di ebbrezza. Ma come spesso accade, non si ha a che fare solo con persone da definire semplicemente “irresponsabili” - se non addirittura “criminali”. Succede anche che qualche automobilista sia accusato “ingiustamente" (almeno in apparenza) di aver bevuto un bicchiere di troppo - e comunque sanzionato e privato della patente.

Si tratta infatti di automobilisti che, pur viaggiando sopra i limiti stabiliti dalla Legge per quanto concerne il rapporto di grammi di alcol per litro di sangue (0,50 g/litro) - dimostrano di avere un comportamento del tutto “sobrio”. Una considerazione che rischia di creare un precedente, fatta dal Giudice di Pace di Lecce e depositata lo scorso 15 giugno.

Il Giudice salentino ha infatti annullato un verbale elevato ad un giovane automobilista che si era rivolto allo “Sportello dei Diritti” accusando i Carabinieri di avergli ritirato ingiustamente la patente, oltre che avergli affibbiato una multa di oltre 500 Euro. Il ragazzo, difeso dagli avvocati dell’associazione - ha quindi ricorso ai provvedimenti dei militari, adducendo di essere perfettamente sobrio e capace d’intendere al momento del controllo con etilometro. Questo, nonostante i due controlli eseguiti avessero riportato come primo risultato 0,52 e successivamente 0,55 grammi di alcol per litro di sangue.

Da qui un'originale sentenza, scritta in altrettanto impeccabile “burocratese” che vi risparmiamo volentieri, ma che possiamo così riassumere. Considerate le misurazioni, entrambe di poco superiore il limite fissato dalla legge (0,2 nel primo caso e 0,5 nel secondo); considerato “l’elemento astratto” con cui chi ha scritto la Legge ha deciso la soglia tra legalità e illegalità; considerati i risultati “borderline” ottenuti dai militari, ma soprattutto la “presenza intellettuale” del multato - è possibile accettarne il ricorso, in quanto il caso va valutato in maniera soggettiva e con discrezionalità. Di fatto, il Giudice “scagiona” anche i Carabinieri però - che si sono limitati a verbalizzare quanto accaduto nel pieno rispetto di quel che ha scritto il legislatore. Una sentenza che quindi viaggia in maniera libertina?

Forse, ma che sicuramente va ad attribuire valore concreto anche agli “elementi sintomatici” del fermato, in questo caso "non presenti" e rilevati dalle Forze dell’Ordine che hanno elevato multa e ritiro della patente. Noi come la pensiamo? Lo ammettiamo: l’età avanza e la sentenza del Giudice di Pace di Lecce non ci fa impazzire. Il messaggio che potrebbe interpretare qualche giovane automobilista suona un po’ come “se reggi l’alcol, bevi e guida sereno”.

No, non ci piace. Bere e mettersi al volante viaggia con assenza di cultura, indipendentemente se le capacità cognitive restino o meno a disposizione di chi guida. Probabilmente il legislatore aveva già cercato di dare questo messaggio, concedendo proprio il limite a 0,5 per non passare troppo da “bacchettone”. Il limite c’è, e a nostro parere - è bene che sia rispettato.

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