Guida autonoma: la NASA testa velivolo senza pilota in spazio aereo pubblico

L'agenzia spaziale americana inaugura il primo volo di un velivolo senza pilota nello spazio aereo pubblico.

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Se sulle strade della California ci si può imbattere in una Waymo o in una Tesla senza pilota a bordo, è possibile che anche nei cieli dello stesso stato americano – e parliamo di cieli destinati ad aerei di linea – possa accadere di imbattersi in un aeromobile che si guida da solo: un aeromobile ‘targato’ NASA.

L’Agenzia Spaziale americana, infatti, ha da poco portato a termine la missione nell’ambito del National Airspace System, applicando i sistemi di guida autonoma a un suo velivolo: questo, denominato Ikhana, è decollato dalla base di Edwards, in California, ed è atterrato poi su quella di Armstrong, viaggiando ad un’altezza di poco più di 6000 metri di altitudine.

Si pensa che la guida autonoma possa essere utilizzata per il monitoraggio ambientale e le operazioni di telerilevamento e soccorso in aree problematiche. Per questo volo sperimentale, la NASA ha ottenuto un permesso speciale dalla Federal Aviation Administration, che ha consentito all’agenzia di testare il velivolo nello spazio aereo pubblico di classe A – quello usato dai velivoli commerciali – , come fosse un grande drone.

Durante il volo, Ikhana era supervisionato costantemente da remoto e a bordo non aveva né pilota né equipaggio: a tenere sotto controllo i parametri da remoto, per evitare possibili collisioni con altri aerei, è stato un team specializzato direttamente da terra. L’aereo, inoltre, è dotato di radar che consentono di monitorare il traffico aereo e un sistema di posizionamento satellitare che informa sulla posizione del velivolo.

Anche Uber ne sa qualcosa di voli a guida autonoma, ed è proprio con l’agenzia spaziale americana che ha stipulato un accordo, nel novembre scorso, per ottenere la collaborazione nello sviluppo dei ‘taxi volanti’, più noti come UberAir o con la sigla eVTOLs (electric vertical take-off and landing vehicles). Si tratta di droni, più silenziosi e apparentemente più sicuri di un elicottero, mossi da motore elettrico che entreranno in funzione a Dallas e Los Angeles a partire dal 2020; grazie al supporto della NASA, saranno attivi i collegamenti tra l’aeroporto e il centro della città.

Non ultima l’azienda del papà di Google, Larry Page, che ha in programma di dare il via ai voli sperimentali in Nuova Zelanda: la Zee.Aero ha presentato in marzo il suo taxi elettrico e autonomo, Cora.

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