Formula 1, GP Canada 2018: il commento della gara

Vettel riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio a Montreal dopo 14 anni. Il commento della gara di Matteo Babalus Santoponte.

Formula 1 GP Canada 2018 - Podio

C’è qualcosa di emozionante a Montreal. E’ quella scritta “Salut Gilles” sulla griglia, anzi un pochino più avanti ma dinanzi a tutti, che ci ricorda quanto questo sia uno sport di emozioni, di sensazioni, di qualcosa che viene trasmesso aldilà delle fredde classifiche, dei risultati. Ecco, in questo, Gilles è stato indiscutibilmente il numero 1. Ha vinto pochissimo ma ha donato tanto e ricevuto indietro moltissimo come calore, affetto e, nell’immaginario collettivo, si è posizionato tra i grandissimi. Fangio, Clark, Senna, Peterson, Lauda, Villeneuve.

Formula1 gp canada 2018-Villeneuve

Ognuno sceglie il proprio ordine di grandezza e di bravura, ma i nomi intoccabili sono questi. Esempio di coraggio, velocità, furia agonistica, generosità. Ciò che è mancato ad esempio a Prost e Schumacher, dal mio punto di vista, due super campioni incapaci di sfociare poi nel mito. Troppo freddo, calcolatore e cinico il francese per scaldare gli animi di tutti.

Schumacher incredibile, ha vinto tutto, trasformando il ruolo di pilota da cavaliere del rischio ad imprenditore di sè stesso, costruendo la propria squadra con uomini di fiducia nei ruoli chiave e portando il merchandising ad un livello planetario. Negli anni in Ferrari, oltre a riportare la Rossa a dominare con una feroce determinazione, si è anche avvicinato ai tifosi. Proprio per questo, per molti il ritorno in Mercedes, piuttosto che deludente è stato vero tradimento. Ma questa è la mia modesta opinione ed un’altra storia.

Molto meno romatico ed emozionante è stato invece il Gran Premio. Un perfetto, meraviglioso e noioso assolo di Vettel. Sebastian continua a dimostrare una capacità di rimanere sul pezzo incredibile. Quest’anno vuole vincere, il suo ruolino di marcia impressionante si è inceppato da quando ha lasciato la Red Bull e quest’anno la macchina c’è. Solite comparative sui pacchetti aerodinamici tra Kimi e Seb, con quest’ultimo che baciava anche il muro, mentre Verstappen tornava ad essere Max.

Formula 1 GP Canada 2018 - Verstappen

Sabato, FP3 scoppiettanti, con distacchi irrisori mentre la qualifica delinea i veri valori in campo. Deludono Hamilton, Raikkonen. Sempre più distratto il primo, incapace di concretizzare il secondo, purtroppo. Sebastian implacabile, capace di ritoccare il suo record al secondo tentativo. Pole. Poi Bottas, concreto come sempre più spesso accade quest’anno e Verstappen terzo nonostante sia lui sia Ricciardo paghino il deficit di potenza del Renault ribattezzato TAG.

La querelle sui motori sta divenendo insopportabile, sia il rinnovo con Renault da parte di Red Bull, sia il chiacchiericcio su power unit nuove o meno, su chi le abbia montate e chi no. Montreal era la gara programmata da tutti per cambiare le power unit poiché a fine ciclo vitale e portare piccole evoluzioni tecniche. Ricordiamo che tra una power unit evoluta o meno ci sarà, forse, un decimo e mezzo. Se Max avesse sbattuto, ne avrebbero sicuramente parlato meno.

Formula 1 - GP Canada 2018 - Start

Pronti, Via! Inizia l’assolo di Vettel. Implacabile, armonioso, noioso come la perfezione. Una passerella velocissima verso la vittoria. Bottas fa ciò che può, ossia poco vista la velocità di chi lo precede e nel tentativo di braccarlo in qualche modo, sbaglia anche un doppiaggio, arrivando sull’erba. Verstappen torna il mastino senza macchia di sempre. Risponde per le rime, sia in sala stampa sia in pista, a chi lo incalzava sui suoi errori. Veloce, concreto, spietato sin dalle FP1. A fine gara annusa la preda Bottas in crisi coi consumi e si lancia all’inseguimento, facendo suo il giro più veloce.

Ricciardo quarto, dimostrazione pratica dell’immenso talento di Max quando non gioca a biliardo coi muretti e macchine altrui. Il futuro, purtroppo per lui, è Max. Lewis distratto dalle sue amiche modelle e chissà cos’altro, si lamenta via radio come al solito. Al pit stop aprono delle feritoie per abbassare le temperature di esercizio della power unit ed avere un effetto placebo sul loro pilota. Allo speed trap del traguardo, un tratto meno sensibile alle scie rispetto ai rettilinei, era in assoluto il più veloce. Così, per esser chiari. Raikkonen si sveglia tardi come al solito, purtroppo, forse distratto dalle accuse di molestie.

Formula 1 GP Canada 2018 Leclerc

Da sottolineare inoltre la gigantesca prestazione sia di Leclerc, senza timori reverenziali quando lottava con un canaccio di nome Alonso, sempre più proiettato verso gli States, sia di Gasly, partito ultimo.I brividi in Canada arrivano solamente dal beniamino di casa Stroll, che buca, sbanda e manda prima a muro e poi in ospedale per accertamenti, Hartley.

Per il povero Brendon, la Formula 1 ha sempre meno futuro. Chiamato, anzi ripescato, dalla Red Bull grazie ai suoi numerosi titoli ed esperienza nel WEC con i mostruosi prototipi ibridi Lmp1, ha portato con sè un enorme bagaglio tecnico sulle motorizzazioni ibride, utile sia nella gestione sia nello sviluppo della power unit Honda. Purtroppo non si è rivelato pronto dal punto di vista prestazionale, il tutto amplificato dall’avere come compagno di squadra un gigante di nome Gasly.

Ultimo brivido dalla bellissima e maculata modella-amica di Hamilton-col giubbino in domopak-derisa da Vettel via radio, che sventola bandiera a scacchi un giro prima. Vince Vettel e vince la Ferrari su una pista da sempre feudo di Lewis e di Mercedes. Il doppio abbraccio al parco chiuso con Mattia Binotto profuma di intesa, di capacità, di vittorie.

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