Engine of the Year 2018: Ferrari conquista 6 premi

Il marchio del cavallino stupisce nuovamente tutti con il suo V8 biturbo da 3.9 litri, che nell’ultima versione sviluppa 720 CV e 770 NM.

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La Ferrari domina la ventesima edizione dell’Engine of the Year, aggiudicandosi ben 6 categorie e demolendo gli altri competitor. Ma che il marchio del Cavallino costruisca propulsori (e auto) di un altro pianeta non lo scopriamo di certo oggi.

Il merito di questo nuovo successo va dato per buona parte al V8 biturbo da 3.9 litri, che trionfa nell’Engine of the Year per la terza volta consecutiva. Sono addirittura 5 le categorie dove si piazza al primo posto: tra queste, il motore conquista il titolo di “Performance Engine” - secondo posto per il 4 litri boxer della Porsche - e la categoria “da 3 a 4 litri”, davanti al V8 biturbo da 4 litri della Mercedes-AMG.

Inoltre, il V8 di Maranello si accaparra anche il nuovo premio di “Best of the Best”, che viene consegnato al propulsore migliore tra tutti i vincitori degli ultimi 20 anni. Al secondo e terzo posto, invece, i 68 giudici internazionali hanno votato rispettivamente per il pluripremiato EcoBoost da 1 litro della Ford e l’indimenticabile 3.2 litri della Bmw, che sotto al cofano della M3 e46 erogava 343 CV.

Perfino il V12 aspirato da 6.5 litri della 812 Superfast ottiene un riconoscimento con il successo nella categoria “New Engine”, mettendosi dietro il V8 4.4 litri biturbo della Bmw M5 e il mild hybrid 3 litri biturbo della Mercedes-Benz. Da quando partecipa all’Engine of the Year, Ferrari ha collezionato in totale 27 premi, stabilendo un record di vittorie tra i produttori di auto sportive.

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