Formula 1, GP Monaco 2018: il commento della gara

Il commento di Matteo Babalus sulla gara di Montecarlo.

MONTE-CARLO, MONACO - MAY 27: Daniel Ricciardo of Australia driving the (3) Aston Martin Red Bull Racing RB14 TAG Heuer leads Sebastian Vettel of Germany driving the (5) Scuderia Ferrari SF71H on track during the Monaco Formula One Grand Prix at Circuit de Monaco on May 27, 2018 in Monte-Carlo, Monaco. (Photo by Dan Mullan/Getty Images)
Ricciardo, what else?!

E’ difficile immaginare uno scenario migliore per incorniciare un weekend dominato in pista e fuori. Luci della ribalta accese h24, personaggi, starlette, divi, sbruffoni e buffoni. Oltre a tutta questa fuffa, un personaggio in particolare ha scelto la sostanza, la concretezza, la caparbietà di ribaltare completamente i pronostici ed il destino di una gara ed una carriera.

Daniel Ricciardo, dopo una stagione durante la quale sconfisse un certo Vettel già con la testa in Ferrari, è stato praticamente dimenticato in RedBull. Seconda guida, secondo facchino, secondo barman, secondo insomma. Tutti gli occhi, i riflettori, gli elogi, le speranze ed il destino del Team RedBull consegnati nelle mani di Verstappen. Un talento vero, un predestinato, un’iradiddio, capace di vincere al debutto sulla RedBull. Daniel, nel frattempo, buttato laggiù in un angolo.

Verstappen vince, Verstappen perde, Verstappen sbatte. Insomma, Verstappen. Ricciardo, in silenzio, faceva il suo. Concreto, veloce, a volte più di Max ma praticamente trasparente dinanzi la classe cristallina, la furia, la gioventù e l’amore sconfinato di Marko per Max. Un amore forse più forte anche di quello di Todt per Schumacher. Che sembra un’eresia.

Succede qualcosa però. Verstappen comincia ad incepparsi. Più che colpi di classe diventano colpi sul muro, sugli avversari, su Ricciardo. I volti nel suo box sempre più tesi, le scuse più deboli, le giustificazioni del team meno credibili, i risultati oramai desaparecidos… Finisce che Ricciardo, con la voglia, la tenacia, col talento e con una testa ed un sorriso che stenderebbero anche Connor McGregor domina il Gp. Fp1, Fp2, Fp3, Qualifica, telefonata in diretta di Mateschitz con proposta di rinnovo incorporato, Gara, shoey davanti i Reali di Montecarlo, brindisi a canna col Principe Alberto II, doppio bacio alla Principessa….

Insomma difficile fare meglio e manca ancora toda la noche…..
Qualifiche: Ricciardo su tutti. Imprendibile, fa ciò che vuole senza dare l’impressione di forzare ma massacra tutti. Hamilton, come sempre, dà la zampata e Kimi, come spesso, si addormenta. Vettel è sembrato invece appannato, opaco, spompo, al pari della sua Ferrari. Forse le lotte consumate tra Ferrari e Mercedes a livello tecnico-regolamentare hanno intaccato la lucidità ai rossi ma reso piagnoni e confusi i tedeschi. La soffiata dagli ex Ferrari, Allison e Sassi, è stata brutta, infondata ed oltremodo tediosa. Bravissimi come sempre Ocon e Gasly.

Pronti, via! Vettel prova ma non riesce. Siamo a Montecarlo, gara finita. Invece, dopo pochi giri, si crea un trenino incredibilmente lento a causa dei problemi alla power unit di Ricciardo. Lui resiste, gestisce, non impazzisce e vince un Gp infinito e complicato. Tutti hanno sofferto con le gomme, lui anche col resto… Dal cameracar di Vettel si notava la luce di Ricciardo lampeggiare, indice di recupero di energia da parte del sistema. Spesso lo si nota in alcune fasi di gara alla fine dei rettilinei, per risparmiare carburante. Purtroppo la sua lampeggiava su tutti i rettilinei. Aveva quindi poca potenza nonchè problemi coi freni posteriori non essendo azionati direttamente dal pilota ma dal sistema, ossia non collegati idraulicamente alla pompa del freno. Ricciardo tira avanti nonostante tutto, questo è il suo Gp ed è il suo momento, non può e non vuole fallire, vuole sbancare il casinò. In alcuni momenti il ritmo è talmente lento che tornano in lizza per il podio anche Kimi e Valtteri, fin dal giovedì praticamente invisibili e Max a gomme fresche, in rimonta dopo essere partito ultimo per l’ennesimo errore, gira 4 secondi e mezzo più forte...

A proposito di Max, la retromarcia in Fp1 dopo il lungo è stata una saggia decisione. Togliersi di mezzo in fretta alla fine del rettilineo è cosa buona e giusta. Quando si è bloccati in una via di fuga che è in realtà un vicolo cieco, lo è ancora di più. Chi lo critica su questo episodio ha molto spazio da riempire sui propri media e, probabilmente, non ha mai girato in pista.

Pochi giri al termine ed arriva l’unico colpo di scena che potrebbe ribaltare il pronostico, si schianta Leclerc, autore di un’altra gara da incorniciare, passeggero della sua Sauber impazzita a causa dello scoppio di un disco. Fortunatamente illeso, colpisce Hartley sempre più oggetto misterioso di questa F1…. Virtual Safety Car, tutti attendono il secondo miracolo di Sebastian dopo quello di Melbourne… Invece niente anzi, Ricciardo sembra aver risolto i suoi problemi, gira forte, stacca Vettel e vince.

Il numero 3 ha fatto saltare il banco. Poi Vettel, Hamilton, Raikkonen, Bottas, Ocon e Gasly che già oggi sono il futuro della Formula1, Hulkenberg sempre solido, Verstappen che oggi non sbatte neanche quando passa esterno in staccata Sainz, subito dietro. Montecarlo si conferma il toboga di sempre, impossibile sorpassare, basti vedere i cronologici della gara, i quattro più veloci in gara sono stati Verstappen, Grosjean, Stroll e Sirotkin
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Montecarlo inoltre fu testimone della qualifica più incredibile di sempre. Senna, ovviamente, rifila distacchi siderali agli avversari, 1”4 a Prost, secondo e 2”6 a Berger, terzo. Fu terrificante sia in pista sia in conferenza stampa ove dichiarò di aver guidato in modo non cosciente, in trance, di essere stato in un tunnel.

Testualmente disse:

”È il massimo per me, non c’è spazio per fare niente di più”

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Per qualsiasi pilota, quello rimarrà “Il Giro di Qualifica”. Fece 1’23”9. Sabato, con una pista sì cambiata in alcuni punti e velocizzata, Ricciardo ha stampato il record con 1’10”8. Incredibilmente più veloce. Il progresso tecnologico è inarrestabile. Ma “Il Giro” rimarrà sempre 1’23”9.

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