Navigatori Auto: boom di furti, Milano in testa

Il rapporto di Aniasa ha messo in luce la continua crescita dei furti dei navigatori satellitari che alimenta il mercato nero.

BMW Serie 4 2017

Un tempo erano le pesantissime autoradio, poi i frontalini dei lettori CD, ma il tempo nel settore hi-tech corre velocemente ed oggi sono i navigatori satellitari l'oggetto del desiderio dei topi d'auto. Lo rende noto Aniasa, che ha pubblicato un rapporto che evidenzia un fenomeno in continua crescita negli ultimi 4 anni.

Il fenomeno è in crescita come dimostra il numero dei casi accertati negli ultimi anni: 1.676 furti nel 2015, 1.811 nel 2016 e 850 nei primi sei mesi del 2017. L'area geografica più colpita è il nord Italia, la più ricca e quindi con la maggiore concentrazione di auto di ultima generazione, dove nel 2016 si sono registrati il 65% dei casi.

Milano detiene il triste primato della provincia con il più alto numero di furti con 933 casi, poi Roma con 265 (in calo rispetto ai 298 del 2015) e Napoli con 119 episodi analoghi. In coda Monza con 36 furti e Torino con 29. Ovviamente il fenomeno si ripercuote dal punto di vista economico in tutto il settore automobilistico, visto che i sistemi più evoluti, presenti sulle auto premium, possono costare anche 7.000 euro. Che si sommano ai quattrini sborsati dagli sfortunati proprietari per la riparazione, visto che i ladri, per agire velocemente, non si fanno scrupoli nel danneggiare alloggiamento e cablaggi.

Solo nel primo semestre del 2017, sono stati quasi 850 i navigatori sottratti dalle auto per un valore che supera i 4,5 milioni di euro. Non a caso, nel mirino dei ladri ci sono al primo posto le auto premium, in particolare le tedesche. BMW è in testa con 1.580 casi registrati, segue Volkswagen con 1.066 furti, poi Mercedes con 378 e Audi con 288 casi. Va poco meglio in casa Fiat, con 136 casi. Stando al rapporto di Aniasa, è il settore noleggio il più colpito dalle organizzazioni criminali, con furti reiterati sullo stesso veicolo nel giro di poco tempo: 1010 casi su 4775.

"Le sottrazioni, da una parte, alimentano il mercato nero dei pezzi di ricambio e, dall'altra, consentono ai ladri di entrare in possesso di sofisticati microprocessori, molto potenti e veloci, che vengono utilizzati per la clonazione delle carte di credito" precisa Giuseppe Benincasa, segretario generale di Aniasa

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