Caro carburanti: prezzi ai massimi dal 2015

Le tensioni tra Stati Uniti ed Iran hanno causato in Italia un sensibile aumento dei prezzi dei carburanti, ai massimi dal 2015.

Caro carburanti

Anche se i ponti sono già passati e alle vacanze estive manca ancora un po' di tempo, schizzano alle stelle i prezzi dei carburanti in Italia. Lo ha denunciato il Codacons, che ha chiesto lumi ai Nas sui recenti rincari di benzina e gasolio.

Un aumento sensibile quello registrato negli ultimi giorni, soprattutto per il gasolio che costa fino al 3,3% in più rispetto al mese scorso, mentre la benzina ha registrato un aumento del 2,8% che comporterà un esborso pari a circa 2,3 euro in più al mese.

Le ragioni di tale aumento sono da ricercare nel peggioramento dei rapporti internazionali tra Stati Uniti ed Iran, dopo l'annuncio di Trump sul ritiro dall'accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 insieme ai Paesi del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania.

Un pretesto per il Codacons, che ha condannato senza mezzi termini l'aumento parlando di speculazione: “Sulle quotazioni del petrolio pesa la tensione tra Iran e Stati Uniti, ma gli effetti sui listini alla pompa sono troppo veloci e danneggiano le tasche dei consumatori – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Una speculazione che potrebbe configurare una forma di aggiotaggio, e per tale motivo chiediamo ai Nas di attivarsi per verificare come sia possibile che il prezzo alla pompa aumenti al solo annuncio di tensioni in Medioriente, nonostante il petrolio venduto oggi sia stato acquistato nei mesi scorsi, quando le quotazioni erano decisamente inferiori ai prezzi odierni” – conclude Rienzi.

Gli fa eco Coldiretti, che lancia l'allarme sul possibile effetto valanga che ricadrebbe su prodotti come alimentari ed beni di prima necessità, visto che in Italia l'85 % dei trasporti commerciali avviene su gomma. "L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce  il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese. A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – conclude la Coldiretti – è anche l’intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole."

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