Rottamazione auto: teniamo le vecchie, buttiamo le nuove

Le stime Unrae sul parco circolante a fine 2017 indicano ancora un rinnovo troppo lento. Esplodono le radiazioni per esportazione delle Euro 6, causate dalle Km 0 invendute

Rottamazione auto

Lo sappiamo, il parco circolante auto in Italia è vecchio e la situazione non accenna a migliorare. Anzi, forse peggiora, perché invece di radiare auto vecchie spariscono dalla circolazione quelle nuove, come vedremo fra qualche riga. Il centro studi e statistiche dell'Unrae ha elaborato le stime sui veicoli in circolazione al 31 dicembre 2017, partendo dai dati del ministero dei Trasporti, attualmente aggiornati al 31 ottobre. Su 37,16 milioni di autovetture circolanti, ben 7,58 appartengono alla classe ambientale Euro 2 o precedente. Cioè auto immatricolate prima del 2001. Si tratta del 20,4% del totale. Circolano ancora tantissime Euro 3 (dal 2001 al 2006), il 15,4%. La "fetta" maggiore di auto in circolazione appartiene alle Euro 4 (2006-2009), il 30,6%. Le più recenti Euro 5 (pre 2014) ed Euro 6 rappresentano rispettivamente il 19,4% e il 14,2% del totale.

L'associazione delle case automobilistiche estere operanti in Italia fotografa un fenomeno le cui cause sono note da tanto tempo: principalmente, le persone tengono la vecchia auto perché non possono permettersi di acquistarne una nuova. Infatti la situazione economica del Paese non è certo favorevole. Nemmeno questa è una novità. La conseguenza primaria è il permanere in circolazione più a lungo del normale di veicoli maggiormente inquinanti e meno sicuri; l'altra conseguenza, quella che preoccupa l'industria, è la diminuzione delle vendite di veicoli nuovi. Col termine industria però non ci si deve riferire solo ad azionisti e manager di case costruttrici e aziende dell'indotto; vanno incluse nel conto anche le persone che in quelle aziende ci lavorano, le quali sono le prime a rimetterci quando le vendite calano, perdendo il proprio posto.

Sta accelerando il ritmo della sostituzione di auto vecchie con quelle nuove? Non in maniera significativa. Anzi, i dati fanno emergere anche problemi di altra natura. Unrae ha compilato un'interessante tabella sulle radiazioni di autovetture. Auto cioè demolite o esportate. In totale le radiazioni sono aumentate alla fine del 2017 del 2,1% rispetto all'anno precedente (1,38 milioni di auto tolte dalla circolazione in Italia). Ma sono le voci sulle singoli classi ambientali a far riflettere.

Trascuriamo Euro 0 e 1, poche in assoluto e composte da auto storiche o in procinto di diventarlo, quindi vengono conservate prevalentemente per passione e circolano poco. Le auto che i privati sfruttano di più e che quindi vanno necessariamente sostituite per "stanchezza" sono Euro 3 e 4. Le Euro 3 demolite (circa 270mila) sono aumentate quasi dell'8%; sono invece diminuite dell'11% quelle radiate per esportazione, comunque 105mila.

L'unico segnale incoraggiante, fino ad un certo punto, è l'aumento del 16% nelle demolizioni delle Euro 4, delle quali sono salite anche le esportazioni (13%). Cominciano a vedersi anche abbastanza radiazioni di Euro 5 (+8,4%); qui vengono soprattutto esportate, perché si tratta di auto recenti che possono viaggiare ancora per parecchi anni, quindi possiedono ancora un valore accettabile.

Ora però troviamo il dato che fa preoccupare. Non avrebbe senso radiare le Euro 6, le auto più nuove. A parte una trascurabile percentuale di demolizioni effettive (incidenti), qui vediamo un aumento pazzesco nelle esportazioni, il 56% rispetto al 2016. Addirittura ci sono state più esportazioni di Euro 6 (39.523) che demolizioni di Euro 0 (38.474).

Siamo suicidi, facciamo fuori le auto nuove e ci teniamo quelle vecchissime? No, il motivo è uno solo: Km 0. Vetture nuove invendute che i concessionari immatricolano a se stessi a fine anno per rientrare negli obiettivi concordati con le case costruttrici, da cui dipendono importanti bonus economici, quando non addirittura il mandato a vendere determinati modelli. Le auto a Km 0 sono sempre molto ricercate dagli acquirenti privati, perché gli sconti sul listino sono spesso molto forti. Tuttavia ancora troppe sono rimaste invendute anche dopo i ribassi. Ciò indica che la gente sta perdendo la voglia di comprare auto nuove.

Per "gente" intendiamo i privati. Le imprese invece devono e possono continuamente rinnovare i veicoli, anche perché la maggior parte ormai ricorre al noleggio. Il mercato in Italia oggi lo fanno crescere solo le aziende. I numeri sono chiari: le vendite di veicoli nuovi nel 2017 sono salite del 18% tra le imprese (circa 867mila auto); ma tra i privati (1,1 milioni) sono scese dell'1,8%.

Allora a fronte di 1,38 milioni di auto rottamate nel 2017 abbiamo solo 1,98 milioni di auto nuove immatricolate. Ma tra le rottamate figurano anche le Km 0, auto nuove. Senza il contributo degli acquirenti privati il parco circolante auto non può rinnovarsi in maniera significativa. Poiché i privati sborsano il denaro di tasca propria, vanno convinti con argomenti accettabili dalle suddette tasche, compresa la chiarezza su quanto sia possibile usare l'auto nuova pagata a caro prezzo con molti sacrifici. Tasse, assicurazioni, multe e divieti di circolazione oltre il ragionevole non rientrano in questa categoria.

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