Buche stradali Roma: si vuole vietare l'Ostiense alle moto

Proposta dal X Municipio la chiusura di parte di via Ostiense a moto e ciclomotori, in attesa della sua messa in sicurezza. Buche e radici degli alberi sospette cause degli incidenti in cui sono morte Elena Aubry e, sulla Colombo, Noemi Carrozza

buche

Aggiornamento 22 giugno. La risposta burocratica a tutti i problemi: chiudere e vietare. Eppure nemmeno ci sentiamo di criticare del tutto la decisione del presidente del X Municipio di Roma, Giuliana Di Pillo; a condizione che si tratti di una misura temporanea in attesa di risolvere il problema sul serio, e che tali attese non si quantifichino in anni. Durante la riunione del 21 giugno del Consiglio equivalente ad una circoscrizione di altre metropoli, è stata annunciata l'intenzione di chiudere alla circolazione di moto e ciclomotori il tratto di via Ostiense tra le stazioni di Ostia Antica e Lido Centro.

Lungo quel tratto il 6 maggio la giovane Elena Aubry è morta cadendo dalla sua moto e finora l'ipotesi più probabile emersa dalle indagini è proprio quella delle radici affioranti sull'asfalto che creano pericolosissimi e poco visibili trampolini, trappole letali insieme alle sterminate buche di grosse dimensioni.

Un'ipotesi simile è al vaglio degli investigatori anche sull'incidente avvenuto il 15 giugno in via Cristoforo Colombo, incrocio con via Villa di Plinio, in cui è morta un'altra ragazza, la nuotatrice Noemi Carrozza, la quale viaggiava sul proprio scooter.

Non è ancora stata definita la data in cui comincerà il divieto per moto e scooter in via Ostiense. Giuliana Di Pillo ha dichiarato in Consiglio: "So che sarà una scelta impopolare, soprattutto nel periodo estivo, ma la sicurezza viene prima di tutto. Fino a che l'Ostiense non si mette in sicurezza è giusto chiuderla. Chiederò anche di togliere i pini ai lati delle strade". La richiesta verrà inoltrata al sindaco Virginia Raggi.


Morta ragazza in moto sulla Ostiense


Premesso che solo gli accertamenti delle autorità dopo i rilievi sul posto potranno stabilire la dinamica dell'accaduto e le sue cause, dobbiamo registrare un altro incidente mortale a Roma in una strada già sotto i riflettori per la sua pericolosità dovuta alle radici degli alberi che deformano l'asfalto creando gobbe, e spesso addirittura affiorano sulla sede stradale; pericoli gravissimi in entrambi i casi.

Potrebbe essere stata proprio una radice, fra le varie ipotesi che si stanno valutando, la causa della morte di Elena Aubry, una ragazza di 25 anni, romana del quartiere Monteverde. Nella mattinata di domenica 6 maggio la giovane stava percorrendo via Ostiense a bordo della propria moto, una Honda Hornet 600. Secondo i primi rilievi effettuati dalla polizia municipale, Elena è stata sbalzata all'improvviso dal veicolo e scaraventata contro il guard rail. L'impatto violento le avrebbe fatto perdere il casco. Nulla hanno potuto fare i soccorritori. Non appaiono sul luogo dell'incidente segni d'impatto con un altro veicolo, né tracce di frenata. Come riporta il TG5, la madre della ragazza e altre persone che la conoscevano hanno puntualizzato che Elena guidava sempre in modo molto prudente.

Gli elementi che fanno pensare all'ipotesi di buche, dossi o radici come causa dell'incidente sono le condizioni stesse di questa strada, da molto tempo ridotta in condizioni molto critiche, tante volte segnalata dai cittadini esasperati, così come parecchie altre strade della capitale. Ricordiamo un altro incidente mortale in circostanze che appaiono simili, sempre nella zona di Ostia: nel 2012, in via Cristoforo Colombo-svincolo via della Magliana, il ventenne Matteo Giovannetti, morì dopo aver perso il controllo del suo motorino finito in una profonda buca della strada.

Sempre in attesa di conoscere gli esiti finali delle indagini sulla morte di Elena Aubry, invitiamo alla rilettura dell'articolo 14 del Codice della strada, una legge dello Stato, che obbliga i proprietari delle strade ad eseguire la manutenzione.

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