Multe: nessuna sanzione aggiuntiva per chi non ricorda chi guidava

Per gli automobilisti che dichiarano di non ricordare chi fosse alla guida della loro auto al momento della multa, non scatta più automaticamente la sanzione aggiuntiva.

auto multa

Con una recente ordinanza datata 18 aprile, la Cassazione ha aperto uno spiraglio per quegli automobilisti che, a distanza di mesi, dichiarano di non ricordare chi si trovasse alla guida nel momento in cui è stata commessa un’infrazione stradale che comporta la perdita di punti patente.

Fino a qualche giorno fa la giurisprudenza di fatto sanciva l'obbligo per gli intestatari di veicoli l’obbligo di sapere a chi fosse affidato il mezzo, pena una sanzione che va da 282 a 1142 euro. Con l'ultima sentenza la Seconda sezione civile della Cassazione riconosce la non automatica violazione dell'art. 126bis del codice della strada, stabilendo d'ora in poi la valutazione caso per caso.

Va anche detto che la Cassazione si è espressa su una vicenda del 2007, quando il termine per la notifica dei verbali era di 150 giorni, rispetto agli attuali 90. Quindi ora è più difficile che venga accolta la giustificazione del troppo tempo trascorso.

In ogni caso, chi riceve un verbale d’infrazione che prevede la decurtazione di punti e dichiara di non ricordare chi guidasse, non va più incontro automaticamente alla sanzione aggiuntiva. Che invece scatta se non si risponde affatto.

Finora la Cassazione, tranne in rari casi, aveva sempre respinto le rivendicazioni di chi risponde di non ricordare, visto che la norma punisce chi omette l''indicazione di chi guida senza avere un "giustificato e documentato motivo".

Il principio era che il proprietario, essendo responsabile della circolazione del veicolo, era sempre tenuto a conoscere l’identità di chi lo utilizza.

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