La Cina apre il mercato dell'auto ai produttori stranieri

I produttori stranieri, gradualmente ma già da quest'anno, non dovranno più creare joint ventures al 50% con aziende cinesi per produrre in Cina.


La Cina apre il mercato dell'auto ai produttori stranieri


I big internazionali dell'auto non dovranno più creare società al 50% con le aziende cinesi per poter produrre le proprie auto nella Repubblica Popolare. Nel periodo 2018-22, infatti, la Cina gradualmente allenterà i vincoli attualmente vigenti per le case automobilistiche straniere.

Lo riporta il South China Morning Post, spiegando che l'ente statale cinese per la programmazione economica, cioè la National Development and Reform Commission (NDRC), ha dichiarato martedì che già entro il 2018 il vincolo della joint venture al 50% cadrà per i produttori di auto elettriche e ibride plug-in. Nel 2020 sarà l'anno dei veicoli commerciali e, infine, nel 2022 tutti i produttori di automobili non avranno più questa restrizione.

La notizia è stata riportata anche da Bloomberg, che conferma la timeline ma precisa che i produttori stranieri saranno autorizzati soltanto a possedere più del 50% all'interno delle joint venture con i partner locali cinesi. Una interpretazione abbastanza diversa delle parole dei rappresentanti della NDRC.

La "regola del 50-50" è stata per oltre vent'anni un caposaldo della politica industriale cinese nel settore automotive: introdotta nel 1994, ha imposto agli stranieri di dividere la proprietà delle proprie fabbriche in Cina o, in alternativa, di vendere auto in Cina importandole da altri Stati e pagando pesanti dazi commerciali fino al 25% del prezzo finale dell'auto.

Tra i più fieri oppositori di questa politica c'è sempre stata Tesla, che adesso potrebbe essere seriamente tentata di aprire una fabbrica in Cina per coprire la futura (enorme) domanda cinese di auto elettriche. Approfittando del basso costo della manodopera cinese, poi, Elon Musk potrebbe anche scegliere di costruire una fabbrica meno automatizzata (e problematica) di quella installata a Freemont per produrre la Model 3.


Altri produttori che potrebbero trarre vantaggio dalla nuova politica industriale cinese sono BMW, che da qualche tempo dialoga senza trovare l'accordo con Great Wall Motor Company per produrre in Cina la Mini elettrica ma è già in partnership con Brilliance Auto con la quale produce in Cina le Serie 1, 2, 3, 5 (anche in versione Hybrid) e la X1.

Volkswagen e Daimler-Mercedes, invece, sono già presenti in Cina, rispettivamente in partnership con First Automobile Works e con Baic.

Credit Foto: Unsplash.com

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