Mobilità sostenibile: Songdo, poche auto ma flop di abitanti

Traffico ridotto e piste ciclabili. Una città nella Corea del Sud costruita rispettando l'ambiente, però non sta avendo il successo previsto

Mobilità sostenibile

Solo poche auto, pulizia, mezzi pubblici efficienti, molto verde, servizi a portata di cammino o bicicletta. Sembra un sogno, la città sostenibile con una mobilità sostenibile, il Sacro Graal di tutti gli ambientalisti, la Shangri-la di chi pensa in verde. In Corea del Sud stanno provando a realizzare tale utopia. Tuttavia la realtà chiede sempre un prezzo. La città di Songdo è situata a circa 60 Km ad ovest della capitale Seul. Si tratta di un colossale progetto avviato nel 2003, una partnership tra istituzioni coreane e grandi industrie americane. La città ha una superficie di circa 6 Km quadrati ed è dislocata sulle coste del Mar Giallo, in una vasta zona sottratta alle paludi. Un investimento che arriverà nel 2022 alla spaventosa cifra di 36 miliardi di euro.

Quanti abitanti conta Songdo a 15 anni dall'avvio del progetto? Circa 120.000. Includendo quelli delle contigue zone di Yeongjong (che comprende l'aeroporto internazionale di Incheon) e Cheongna, arriviamo a 250.000. Quanti ne erano stati previsti inizialmente? Il doppio. Società estere? Appena 58. Come mai? Un paradiso che nessuno vuole? Non esattamente. Come sempre, il grigio vince sul bianco e sul nero. Il progetto originale era molto razionale e pratico: gli investitori volevano creare un centro d'affari nella regione capace di attirare capitali da tutto il mondo, offrendo in cambio una qualità della vita di assoluta eccellenza; un modello di business da esportare ovunque ci fossero le condizioni.

Mobilità sostenibile

Tuttavia l'ex presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, in carica dal 2008 al 2013, volle andare oltre. Songdo e le zone circostanti dovevano costituire il cuore della "crescita verde", progetto cardine della sua politica. Al punto che la città ha presto ospitato la sede dell'Istituto globale per la crescita verde, un'agenzia ONU. Quindi alla base dei maestosi grattacieli, dominati dalla Northeast Asia Trade Tower, alta 305 metri, scorrono strade larghissime attrezzate di lunghe piste ciclabili, ben 25 Km. Che pochi usano, come testimonia un servizio del quotidiano francese Le Monde. Anche perché sono pochi i luoghi in cui andare, mancano i punti d'interesse.

Eppure Songdo dispone di servizi che a noi europei farebbero rabbia, quel livore dettato dalla pura invidia. Sorveglianza continua su traffico e criminalità tramite 500 telecamere (che da noi userebbero solo per gli autovelox...); manutenzione puntuale, pulizia, ordine. E naturalmente un'infrastruttura di comunicazioni al massimo livello. Le auto sono poche perché la rete di trasporto pubblico è capillare. Inoltre la ripartizione fra edifici residenziali, lavorativi e servizi è stata progettata per mantenere le distanze relative molto brevi. Fiore all'occhiello il sistema educativo con diverse università internazionali, inclini a sviluppare il settore hich-tech.

Parlavamo della pulizia. Qui nessuno sa cosa siano i camion della nettezza urbana. A Songdo non servono, perché un sistema pneumatico di raccolta collega direttamente gli edifici ai centri di smaltimento e riciclo; non servono nemmeno i bidoni dell'immondizia. Intorno al centro abitato si è circondati da verde a non finire: non sterpaglie ma parchi ben attrezzati.

Allora perché ci vanno in pochi? Il prezzo più grande da pagare è naturalmente la distanza da Seul, circa un'ora e 45, anche se è in progetto un collegamento ad alta velocità. Questo mantiene i prezzi molto più bassi rispetto ai quartieri più "in" della capitale (circa il 40%), tuttavia si tratta sempre di cifre accessibili solo ai ricchi. Inoltre la città ha una perfezione che punta allo sterile; fredda, senz'anima, secondo i suoi stessi abitanti. Infine, nemmeno Songdo può sfuggire al problema comune all'intera Corea: la produzione di energia elettrica arriva dall'esterno, prevalentemente da centrali a carbone. Quindi la sostenibilità ambientale, anche in questo paradiso artificiale, ha sempre un costo nascosto.

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