Guida autonoma: Torino prima città italiana ad autorizzare i test

Torino si proietta nel futuro con investimenti per infrastrutture e progetti legati ai primi test sulla guida autonoma.

Guida autonoma primi test a Torino
Forse Torino sta ripensando a quel miracolo industriale che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, la vide punta di diamante nel settore automobilistico: il capoluogo piemontese ha quindi deciso di replicare, diventando la prima città italiana che autorizza test con auto a guida autonoma.
Pochi giorni fa, infatti, è stato firmato un protocollo dal Sindaco Appendino, volto a dare il via libera agli investimenti in infrastrutture tecnologiche e fisiche per lo sviluppo dei test nel capoluogo piemontese.

Commenta così il Sindaco: “Torino è pronta a sperimentare la guida autonoma in ambito urbano. Si tratta di un risultato di cui andare orgogliosi e che proietta la nostra Città in un contesto di innovazione e sviluppo senza precedenti nel nostro Paese”. Tutto ciò accade a un mese di distanza dalla firma, da parte del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, del decreto denominato Smart road e inserito nella Legge di Bilancio 2018.

Per accedere alla sperimentazione, bisognerà ottenere l’autorizzazione dal Ministero dei Trasporti che, caso per caso, individuerà gli enti o le aziende o anche le università più competenti e preparate ad intraprendere gli studi e i test sul territorio nazionale. Intanto a Torino è già partita la stretta di mano con FCA Group, General Motors e Telecom Italia, che sono solo alcuni dei partner scelti dal comune per la realizzazione di questo progetto.

Un altro punto a favore della guida autonoma è stato il tema dell’impatto ambientale, particolarmente sentito a Torino: non a caso, nella città della Mole Antonelliana Legambiente ha registrato, nel 2013, il più alto tasso di inquinamento in Europa. La guida autonoma, favorendo una più facile sincronizzazione del traffico e una maggiore condivisione dei veicoli, porterebbe quindi a minori emissioni. Nonostante i recenti fatti di cronaca c'è anche il tema della sicurezza a rendere più convincente la scelta di Torino: le nuove tecnologie consentiranno, ad esempio, una rapida comunicazione tra i veicoli e tra questi e le infrastrutture circostanti.

Un passo importante nello sviluppo tecnologico del nostro Paese, che vede quindi a supporto un piano da 2 milioni di euro stanziati per l’anno corrente e per il 2019, destinati ad adeguare le infrastrutture alla nuova tecnologia automobilistica: un decreto che servirà a rendere le nostre strade ‘smart’ e soprattutto connesse. I primi adeguamenti previsti entro il 2025 riguarderanno, infatti, l’installazione di servizi di hotspot WiFi su tutta la rete autostradale e le infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network Transport).

Successivamente, queste verranno adattate anche alla rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti): tutto ciò per consentire ai device degli automobilisti di connettersi facilmente e ovunque, per monitorare costantemente traffico e condizioni meteorologiche utili all’utilizzo autonomo delle vetture o al supporto del pilota laddove sarà (ancora) presente.

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