Tesla: richiamate 123 mila Model S

Non è un buon periodo per Tesla: dopo i tonfi in borsa, la Casa annuncia il richiamo di 123mila Model S per un problema al servosterzo.

Tesla Model 3 Teaser

Piove sul bagnato per Tesla. Dopo il declassamento da parte di Moody’s ed una quotazione in borsa calata del 20% nell'ultimo mese, la società di Elon Musk ha annunciato il richiamo volontario di 123 mila Model S per un problema al servosterzo.

Il problema riguarderebbe tutte le berline Model S costruite prima dell'aprile 2016, sulle quali si sarebbe registrata un'eccessiva corrosione su tre bulloni del motorino del servosterzo che, nelle regioni più fredde, potrebbero andare persi o rompersi. I proprietari sono stati avvisati via mail dall'azienda e verrà presto indicata loro la sede dove il problema verrà risolto "in meno di un'ora". Il funzionamento dello sterzo non sarebbe compromesso.

Il tempestivo e volontario richiamo denota serietà da parte di Tesla, ma arriva forse nel periodo più difficile della sua giovane storia. Come riportato dal Post, che rilancia un'analisi di Bloomberg, la società è lontana dal target minimo di sopravvivenza nella produzione della Model 3, che attualmente supera di poco le 1.000 unità a settimana.

Rispetto alla presentazione della scorsa estate, Tesla ha continuato a rimandare l’obiettivo di 5.000 unità prodotte a settimana per intoppi di varia natura nati nel processo produttivo. Un'obiettivo, quello di 5.000 unità a settimana, che rappresenta l'esatta metà di quelle previste in origine per rendere profittevole la Model 3.

Da quando è stata fondata Tesla non ha mai prodotto profitti. Nel 2017 il passivo è schizzato a 2,24 miliardi di dollari, contro i 773 milioni del 2016: la sostenibilità del progetto-Tesla dipenderà sempre di più dalla sua capacità di produrre e vendere molte più auto di quanto non riesca a fare oggi.

Come se non bastasse, arrivano problemi anche dalla strada. E di pochi giorni fa la notizia proveniente dalla California, dove una Tesla Model X è stata protagonista di un altro incidente mortale dopo quello che ha visto coinvolta, nei giorni scorsi, una Volvo XC90 di Uber. Ad oggi, non è chiaro se l’autopilot fosse inserito o meno quando è avvenuto l'incidente. Ma la notizia, ovviamente, non è piaciuta a Wall Street.

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