Targhe estere: in aumento quelle circolanti in Italia

La targa estera consente di risparmiare su bollo e assicurazioni, ma soprattutto sul pagamento delle multe.

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Il fenomeno delle auto targate all'estero e circolanti in Italia è in forte aumento, ma non si tratta certamente di turisti che visitano il nostro Paese. Infatti, stando a quanto illustrato dalla giornalista Milena Gabbanelli, l'aumento di auto targate Romania, Bulgaria e Svizzera è legato alla possibilità di risparmiare sui costi fissi di bollo e assicurazione, nonché alla possibilità di evitare multe per le infrazioni.

Come evidenzia il servizio, il primo passo che fanno molti automobilisti italiani per immatricolare la propria auto con la targa straniera è stipulare contratti di noleggio a lungo termine, contratti di gestione per conto terzi e contratti di leasing con società straniere per il finto passaggio di proprietà della vettura.

Ad esempio, è stato calcolato che, per un'auto a benzina con motore da 1800 cc del 2011, sono necessari 1.200 euro per bollo e assicurazione in Italia, mentre in Bulgaria sono sufficienti 500 euro e dev'essere considerata in più solo la cifra di 100 euro destinata alla trasferta per poter immatricolare l'auto fisicamente nel suddetto Paese straniero. Per una Porsche, invece, il risparmio può ammontare a circa 7.000 euro.

Oltre al risparmio sui costi di gestione legati a bollo e assicurazione, i vantaggi dell'immatricolazione dell'auto in Romania, Bulgaria, Svizzera etc. sono anche la possibilità di parcheggiare gratuitamente e l'accesso libero nelle zone a traffico limitato, oltre alla facilità di poter evitare autovelox, tutor e decurtazioni sui punti della patente.

Le infrazioni commesse a bordo di auto con targa straniera non sono poche, dato che ammontano a 105.982 quelle inflitte nel 2017 dalla Polizia Stradale. La classifica delle infrazioni vede al primo posto le auto dotate di targa romena con 21.028 infrazioni, seguite dalle auto targate Svizzera con 9.222 infrazioni, mentre al terzo e al quarto posto figurano le auto targate Francia e Bulgaria con, rispettivamente, 8.475 e 7.775 infrazioni.

Tuttavia, la maggior parte delle multe sono emesse dalla Polizia Locale che, non avendo accesso alla banca dati comune con le altre autorità europee, riesce difficilmente a recuperare le somme legate alle sanzioni ed è quasi impossibilitata nel poter effettuare il fermo amministrativo delle auto con targa straniera. Ad esempio, lo scorso anno, la Polizia Locale di Milano ha inflitto 220.000 multe ad auto con targa straniera, ne ha notificate 85.742 e incassato solo l'importo relativo a 39.823 sanzioni. A Roma, invece, sono state emesse 115.719 multe ad auto con targa straniera, ma solo su 18.525 è stato possibile l'incasso.

Il problema principale delle auto con targa straniera riguarda gli incidenti che, nel 2017, sono stati circa 48.000, perlopiù nelle zone di Roma, Foggia e Napoli. Anche in questo caso, il primato spetta alle auto targate Romania con 9.985 incidenti, mentre le auto con targa bulgare coinvolte in incidenti sul territorio italiano sono circa seimila. Dato che il premio delle assicurazioni è calcolato sul mercato interno, il risarcimento dei danni può essere più difficile e anche insufficiente, perché i massimali sono totalmente differenti da quelli italiani. Perciò, il risarcimento potrebbe essere garantito dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, la cui alimentazione è legata alle assicurazioni stipulate in Italia e, quindi, è concreto il rischio di un continuo aumento delle polizze assicurative italiane.

Milena Gabbanelli propone anche una risoluzione a questo problema, ovvero una modifica al Codice della Strada che fissi a massimo trenta giorni il limite per dover immatricolare un'auto con targa straniera in Italia, in modo tale da poter pagare l'assicurazione, il bollo e notificare le multe come negli altri Paesi europei.

Al momento, infatti, il possessore di un'auto con targa straniera ha tempo un anno per poter immatricolare la vettura con targhe italiane, pena la sanzione massima di 335 euro e il ritiro della carta di circolazione, ma solo se si è beccati per tre volte in un arco di tempo superiore ai sei mesi. Certo, se il Parlamento impiega sette anni per rendere esecutiva la direttiva sul timer ai semafori non c'è da stare allegri..

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