Volkswagen e l’evoluzione del Park Assist

Dai primi sensori di parcheggio al più recente Park Assist 3.0

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Negli ultimi anni sono aumentati in modo esponenziale i sistemi di ausilio alla guida. Uno di quelli più apprezzati è il Park Assist, che facilità le manovre di parcheggio in maniera più o meno attiva. Volkswagen è uno dei costruttori che ha lavorato maggiormente in questo ambito, con l’obiettivo di facilitare la vita ai propri clienti; soprattutto nelle manovre di parcheggio.

Già nel 1997, infatti, la Golf IV è la prima auto del marchio a essere dotata di sensori di parcheggio.

Il grande salto in avanti viene fatto nel 2006, quando la casa di Wolfsburg introduce il primo Park Assist al mondo con sterzata automatica: l’innovativo sistema permette all’auto di effettuare quasi il parcheggio in modo autonomo. Al guidatore resta solamente il compito di gestire acceleratore e freno.

Quattro anni più tardi arriva la versione 2.0 dell’assistente di parcheggio. Lo spazio necessario per effettuare la manovra si riduce di mezzo metro, arrivando a 90cm (più la lunghezza del veicolo).

Nel 2010 debutta anche l’Optical Parking System (OPS), che permette di vedere sul display delle linee virtuali, utili per capire meglio la distanza dalle altre auto in fase di manovra. Soltanto due anni dopo viene presentato un OPS più avanzato, in grado di fornire una panoramica a 360 gradi degli ostacoli intorno al veicolo.

Nel 2015, infine, debutta il Park Assist 3.0, in grado di eseguire parcheggi “a spina di pesce”, frenare automaticamente per evitare collisioni e parcheggiare l’auto in uno spazio pari alla lunghezza del veicolo più 80cm.

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