Guida autonoma, la connessione 5G basterà?

Le società di telecomunicazioni creeranno una rete 5G anche lontano dai centri abitati, dove conviene meno investire?


L'immagine di un'autostrada
Le auto a guida autonoma connesse (Connected Autonomous Vehicles, CAV) hanno bisogno di una connessione dati robusta, affidabile, ad alta banda e ad alta velocità per ricevere ed inviare l'enorme molte di dati necessari a far funzionare la guida autonoma. Si dice che questa rete sarà il 5G, la prossima generazione di connessione dati, ma basterà?

Secondo alcuni esperti no. O meglio, sarà sufficiente nei centri abitati ma non lungo le strade di campagna o anche le strade e autostrade principali nei punti più lontani dai centri abitati. In una intervista rilasciata a Motherboard, ad esempio, il managing director del Waterloo Center for Automotive Research Ross McKenzie spiega: "La gente mi chiede quanto tempo passerà prima che possano comprare un veicolo a guida autonoma. E la mia risposta è: dove hai intenzione di andare?".


Secondo McKenzie, infatti, le società che gestiscono le reti internet cellulari non hanno molto interesse a investire in aree lontane dai centri abitati. Spendere miliardi di dollari per garantire una copertura dati in luoghi dove i clienti non possono che essere pochi è una follia per loro.
McKenzie non ha tutti i torti: già oggi nei lunghi viaggi tra una città e l'altra, ma persino tra un paese e l'altro della provincia italiana, ci sono ampie zone non coperte neanche da un segnale sufficiente a fare le telefonate. Figuriamoci a gestire una, dieci, cento o mille auto a guida autonoma. E, senza segnale, la guida autonoma non funziona come dovrebbe, perché non riceve gran parte delle informazioni di cui ha bisogno per funzionare. Punto.

Una soluzione c'è, ma neanche definitiva: le auto a guida autonoma hanno già (almeno negli Stati Uniti) una frequenza radio dedicata per le comunicazioni a corto raggio. Serve per permettere a più auto connesse di scambiarsi i dati. Una sorta di rete tra veicoli autonomi e connessi, in cui ogni veicolo fa da ponte verso l'altro. Ma questa frequenza è, come dicevamo, a corto raggio: 1 chilometro al massimo.

Serve sempre, quindi, una rete universale affidabile e veloce. "Ma quando iniziamo a ragionare del lato economico della faccenda - si chiede Robert Fitts del Canadian Consortium of Telecoms and Marketing Companies - chi pagherà questa rete?". Domanda più che lecita.

Un'altra soluzione sarebbe quella di utilizzare la connessione degli smartphone dei passeggeri delle auto a guida autonoma: uno almeno avrà un minimo di connessione e potrà condividerla con gli altri e si potrebbero prevedere incentivi economici per chi lo fa, come sconti sulla tariffa. Ma se nessuno ha una "tacca" a disposizione?

Queste, e molte altre domande, dovranno trovare una risposta prima che le auto a guida autonoma possano realmente arrivare sul mercato.

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